Caso Pavesi: l'assalto al treno del 1990 e la morte della studentessa

Il 13 dicembre 1990 Cristina Pavesi, 22 anni, è in treno. Sta tornando a Conegliano, dove abita con mamma e papà, da Padova. Sono le 18.30, è buio. All’altezza di Barbariga di Vigonza, una decina di chilometri da Padova, il suo convoglio incrocia il Venezia-Milano. Di colpo il boato di tre esplosioni, raffiche di kalashnikov, urla. È l’assalto della banda di Maniero al vagone postale del Venezia-Milano, ma la rapina non va liscia, i protagonisti fanno saltare il vagone nel momento in cui passa il treno su cui viaggia Cristina. La studentessa viene uccisa dalle schegge del vagone dilaniato dal plastico, diventate proiettili. L’esplosione, udita a chilometri di distanza, ha fatto saltare in aria anche il suo scompartimento. In tredici restano feriti, lei non c’è più. Sette uomini, riconducibili alla banda di Maniero, vengono accusati di aver compiuto l’assalto al vagone - VAI ALL'ARTICOLO

Polpette di zucca, riso e semi misti

Casa di Vita