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Chili di cocaina spacciati in provincia di Venezia: tutti prosciolti dopo 15 anni

Sotto accusa c’erano i Maritan e altre figure di spicco della criminalità attiva nel Sandonatese

Roberta De Rossi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Silvano Maritan

 

Tutti prosciolti, a 15 anni dal via all’inchiesta. Per tutti gli indagati rimasti nel “setaccio” a così grande distanza dai fatti loro contestati, è caduta mercoledì 22 marzo ogni accusa: sia quella di aver fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina a chili nel Veneziano e, comunque - per le figure minori - di aver venduto quantitativi più o meno grandi di cocaina.

La giudice per le udienze preliminari Benedetta Vitolo ha messo la pietra tombale su un procedimento che sembrava senza fine: al centro delle accuse un mercato di stupefacenti nel Veneto orientale, con cocaina importata a chili dalla Spagna e dall’Olanda in Italia. Un’indagine che risale all’ormai lontano 2007- 2008. Operazione “Zio d’America” era stata chiamata e aveva portato allora a una serie di arresti.

Un fascicolo passato poi più volte di mano in Procura, con un sovrapporsi di contestazioni, talvolta a carico di imputati già processati per le stesse accuse e che pertanto non potevano essere processati due volte.

Così nell’udienza precedente, la giudice per le udienze preliminari Vitolo aveva già dichiarato il non luogo a procedere per “non bis in idem” per quanto riguardava la posizione di Silvano Maritan, Luciano Maritan, Luca Fregonese, Bernardo Litrico e Lorenzo Crosera già processati e condannati in via definitiva per il traffico di droga e già assolti dall’accusa di associazione per delinquere (difesi dagli avvocati Gentilini, Marin, Pattarello, Parenti, Chesi).

Mercoledì è arrivata l’assoluzione per i due imputati che avevano scelto il rito abbreviato: la sandonatese Laura Moschino (che era accusata di aver favorito l’associazione) e per Fabio Sartorel, residente a Jesolo (avvocato Maino-Bolognesi).

Per tutti gli altri imputati - per il quali la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio - la giudice ha decretato un collettivo “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”. Cadute così le accuse - a vario titolo, tra associazione per delinquere e spaccio di grossi quantitativi di droga - che erano state mosse al napoletano Raffaele Sperandeo; ai sandonatesi Antonio Guerrieri (78 anni, molti precedenti al suo attivo, avvocato Vanzetti); Nevio Manzato (avvocato Mazzarella), Renzo Finotto, Alessio Ros (avvocato muzzupappa); Andrea Zanin (avvocato Bevilacqua); Eugenia Cracuin che erano accusati di aver fatto parte dell’associazione, chi come corriere, chi come fornitore dello stupefacente, chi come addetto alla distribuzione della cocaina.

Proscioglimento pieno, perché il fatto non sussiste, anche per Luciano Fregonese, la giovane Irene Gorghetto (residente a Fossalta di Piave, avvocato Brollo) e Manola Lava residente nel Trevigiano, che la Procura accusava di aver tenuto i contatti con i sodali in Spagna e essersi occupate del trasporto. Abbracci e lacrime di gioia, per loro, alla lettura del dispositivo.

Non luogo a procedere anche agli indagati irreperibili: il cubano Rolando Cesin Guerrero, gli albanesi Edmond Gjini, Gentian Hasrama, Armand Hoxa, Dod lleshi, lo spagnolo Jose Lopez Fernandez.

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