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Ordine pubblico a San Donà e Jesolo, commercianti e albergatori chiedono un incontro con il Prefetto

All’incontro ci saranno anche questore e comandante dei carabinieri. I temi: la richiesta di rinforzi per l’estate, le preoccupazioni per gli effetti della Riforma Cartabia

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L'ApartHotel di Jesolo, dove i ladri erano stati arrestati e subito liberati in mancanza di querela

 

Ordine pubblico a San Donà e Jesolo: i presidenti di Aja e Confcommercio San Donà-Jesolo, Pierfrancesco Contarini e Angelo Faloppa, hanno chiesto un incontro al Prefetto Vittorio Zappalorto, al Questore Maurizio Masciopinto e al comandante provinciale dei carabinieri, Generale di Brigata Nicola Conforti, per affrontare le questioni più urgenti.

Chiedono di lavorare fin d’ora per garantire i rinforzi per l’estate, oltre che per tutte le azioni necessarie per l’ordine pubblico. Intervenire per reprimere i reati che si stanno verificando anche durante questo periodo invernale ai danni delle tante attività. Dopo avere manifestato tutta la loro preoccupazione per quanto riguarda la sicurezza, a seguito dei tanti furti che si stanno verificando; avere espresso il timore che la cosiddetta Riforma Cartabia possa contribuire ad un aumento dei reati; manifestato la necessità di lavorare fin da subito per la prossima stagione balneare, senza attendere che questa abbia già avuto inizio, Contarini e Faloppa chiedono affrontare assieme questo tipo di tematiche.

Una richiesta, quella di Aja e Confcommercio, che nasce proprio dalla preoccupazione sempre crescente degli imprenditori associati per quanto riguarda la problematica della sicurezza a Jesolo.
«Siamo convinti che» scrivono Contarini e Faloppa «alla luce dei noti fatti di cronaca della stagione estiva ultima scorsa e anche dei sempre più frequenti fenomeni criminali che occorrono durante i mesi invernali, sia di fondamentale importanza avviare una riflessione condivisa tra istituzioni e operatori economici finalizzata alla valutazione e individuazione di soluzioni concretamente percorribili per arginare, auspicabilmente debellare, questi fenomeni allarmanti».

In merito alla Riforma Cartabia (che non consente l’arresto, seppure in presenza della flagranza di reato, in mancanza della denuncia di chi ha subito il reato), i due presidenti avevano espresso nei giorni scorsi «sgomento e preoccupazione». «Non solo temiamo le conseguenze pratiche di questa riforma (aumento dei furti, con la garanzia di una sorta di immunità), ma anche in termini di immagine: il segnale che il nostro paese sta dando, anche all'estero, in tema di giustizia è ogni giorno peggiore», avevano tra l’altro detto Contarini e Faloppa. Auspicando, quindi, che «il Governo intervenga immediatamente per correggere queste storture del sistema. Tutto questo sta oltretutto rendendo vani i nostri sforzi, come associazioni di categoria, per cercare di ottenere maggiori rinforzi: a cosa servono più poliziotti o più carabinieri, se poi i malviventi sono, di fatto, liberi di delinquere? Abbiamo sempre chiesto la certezza della pena, ma in questo caso non vi è neanche più quella dell’arresto”.

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