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Una vita spesa nella polizia, festa per il pensionamento di Fernanda Dal Sorbo

Il Questore: «Onore e disciplina non ti hanno mai abbandonato» Una vita intera spesa nella polizia insegnando a usare l’umanità

Marta Artico
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Una vita dedicata alla polizia. Grande festa ieri in questura a Marghera, per il pensionamento del sostituto commissario coordinatore Fernanda Del Sorbo, che per salutare i colleghi, ha dato una vera e propria festa. E per lei, che riceveva tutti come a casa, sono arrivati da ogni commissariato. Bisnonno poliziotto, nonno poliziotto, papà anche, figlia poliziotto a Roma e fidanzato pure.

Fernanda Del Sorbo si è arruolata nel maggio 1987, il primo è stato l’ufficio stranieri quando ancora si facevano indagini e controlli quotidiani, in quell’occasione ha dato vita a una novità a livello nazionale, creando, lei che di cuore ne ha sempre avuto tanto, la prima nursery d’Italia all’interno della Questura per bambini stranieri, mentre i genitori si trovavano inufficio per svolgere le pratiche di permessi di soggiorno.

Venezia, il sostituto commissario Fernanda Del Sorbo va in pensione

Nel 1997 è stata alla squadra mobile diretta da Vittorio Rizzi e per ben 11 anni alla divisione anticrimine, nel settore misure di prevenzione, trattando violenze di genere. «Ho visto nascere il provvedimento di “Ammonimento” che ho trattato con grande passione, portando la sua efficacia a diversi tavoli».

Ha visto cambiare la percezione dei reati contro la donna e anche quella della donna “in polizia”. Scherzando ha raccontato del suo primo giorno di lavoro, quando le hanno chiesto di dare l’acqua alle piante. Ha ricevuto riconoscimenti sia da parte dell’amministrazione che dai centri antiviolenza, ma il più grande è stato senza dubbio l’affetto che le è stato tributato ieri, in primis dal questore, Maurizio Masciopinto.

«Sono stata una delle prime donne in Polizia e ho visto crescere questa grande istituzione sia in tecnologia che per merito di progetti che hanno avvicinato il privato cittadino alle forze dell’ordine. Ho sempre creduto nella rete tra le amministrazioni che esse siano i servizi sociali oppure l’Usl, perché questo sarà il futuro: più unione per maggiori risposte al cittadino». —

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