In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Dolo, bar chiuso per caro energia: «Bollette da 200 a 850 euro»

Serrande abbassate al locale “Hakuna Matata” in piazza Marzabotto. La titolare: non voglio indebitarmi per pagare le fatture, meglio fermarsi prima

Alessandro Abbadir
1 minuto di lettura
Tamara Pravato dietro al bancone del bar “Hakuna Matata” (foto Pòrcile) 

Il bar “Hakuna Matata” in piazza Marzabotto a Dolo chiude a causa del caro energia. Le bollette sono quadruplicate in due anni e i costi di gestione sono diventati insopportabili per la titolare Tamara Pravato, 39 anni, che ieri ha chiuso i battenti.

«Ho aperto il bar nel settembre del 2020. Avevo deciso di investire in una attività in proprio in cui credevo molto. Il bar che ho aperto è una attività non grande in termini di superficie, ma era molto frequentata dalle persone del quartiere attorno a piazza Marzabotto», spiega Tamara, «Nonostante ci fosse il Covid, ho voluto credere in questa attività fino in fondo e mi sono impegnata in questi due anni lavorando giorno e notte per tenerla in piedi. Due anni fa, i ristori che ricevetti per le chiusure Covid, anche a causa del fatto che l’attività era stata appena aperta, furono davvero risibili, qualche centinaio di euro al massimo. Subito una limitazione arrivò con il fatto che il bar alla sera non poteva restare aperto. Poi le cose via via erano andate migliorando».

Passano i mesi e il bar diventa un punto di riferimento e socialità, in particolare per pensionati ma anche per giovani e mamme della zona che portano a scuola i figli. «Il bar fa tramezzini, caffè, cappuccini, toast... Insomma, il classico bar in un quartiere in cui il tasso di urbanizzazione nel corso del tempo è aumentato sempre più», prosegue Tamara. L’equilibrio di gestione dell’attività si è spezzato con il caro energia di quest’anno. A decidere di far chiudere il bar, racconta la titolare, è stata la stangata in bolletta. Per la corrente elettrica, la barista di Dolo spiega che è passata a pagare da 200 euro al mese di media a 850: un costo insostenibile. «Fra un po’», racconta la donna, «per poter pagare le bollette avrei dovuto far debiti. Meglio chiudere tutto a questo punto».

La chiusura del bar ha generato amarezza in tanti clienti. «Dispiace», spiega Ulderico Fattoretto, anch’egli imprenditore oltre che cliente del bar, «che un imprenditore che rischia in proprio con l’attività decida di chiudere. Serve un aiuto immediato alle attività produttive in difficoltà da parte di tutte le istituzioni».

Anche il sindaco Gianluigi Naletto esprime amarezza per la decisione di chiudere il locale. «Il commercio e le famiglie a causa del caro energia stanno attraversando un periodo drammatico», dice il primo cittadino, «Come Comune ci siamo impegnati fin da subito per andare incontro alle esigenze degli esercenti anche nel periodo in cui infuriava la pandemia. I bar e i negozi, oltre che a dare lavoro alle famiglie, hanno anche un forte valore aggregativo e sociale».

I commenti dei lettori