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Mestre, conto corrente svuotato da criminali informatici: le Poste non rimborsano

Novantenne vittima del raggiro, Poste italiane non intende rimborsale i 5.500 euro sottratti

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Il conto della ultranovantenne mestrina era stato svuotato dai criminali informatici, ma Poste italiane non intende rimborsale i 5.500 euro sottratti

I fatti risalgono allo scorso febbraio. L’anziana riceve nell’abitazione in centro storico dove risiedeva prima - si è di recente trasferita in terraferma - una raccomandata contenente la nuova carta di debito, in quanto quella che aveva in uso era - effettivamente - in scadenza alla fine del mese.

La busta contiene la nuova carta fisica, con nome e cognome della signora, e tutte le informative generalmente associate alle Postapay, con il relativo numero verde da chiamare per procedere all’attivazione.

Non sospettando in alcun modo si tratti di un raggiro, visto la totale corrispondenza alla realtà di tutta una serie di circostanze, il figlio della novantatreenne chiama il numero verde seguendo le istruzioni ricevute prima da un’operatrice “fisica” e poi dall’operatore automatico a cui viene trasferita la telefonata.

E fornisce in buona fede i dati richiesti, nome e cognome dell’intestatario, le ultime quattro cifre del vecchio documento e il Pin.

A fine marzo arrivano le brutte sorprese, con la lista dei movimenti del conto postale eseguita dalla figlia della signora, da cui risultano ben 16 operazioni di addebito mai effettuate ed eseguite tra il 22 e il 25 marzo, per un ammanco di ben 5.455,76 euro.

A quel punto, per essere assistiti, i truffati hanno deciso di affidarsi, attraverso il responsabile della sede di Mestre, Riccardo Vizzi, a Studio3A-Valore S.p.A., ma, nonostante la diffida, non giunta nessuna risposta.

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