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Venezia, caro bollette del 300%. Confartigianato: “Un’impresa artigiana su cinque rischia di chiudere”

L’allarme lanciato dal segretario Matteo Masat: “Così è impossibile affrontare l’autunno o l’inverno, sono cifre che i singolo non sono in grado di gestire da soli”

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“Un'impresa artigiana su 5 rischia di non farcela a superare l'inverno. Le superbollette che stanno arrivando, oltre ad avere azzerato gli incassi di questi mesi estivi senza lockdown, stanno obbligando molti imprenditori a far ricorso alle risorse personali per pagarle; assieme alle tasse, stipendi e quant'altro. Siamo davanti l'anticamera della chiusura per troppe attività, con inevitabili ripercussioni sul tessuto occupazionale lagunare e il rischio scomparsa anche per botteghe ormai storiche”.

Il segretario di Cofartigianato Venezia Matteo Masat

 

A lanciare l'allarme è il segretario della Confartigianato Imprese San Lio Venezia Matteo Masat, che dati alla mano cristallizza in numeri i drammatici aumenti che si stanno registrando di bolletta in bolletta; con costi lievitati oramai a tre cifre percentuali.

Tra gli artigiani del Centro storico, Lido e Isole compresi, l’incremento nero su bianco tra luglio 2022 e luglio 2021 (per settori) ha registrato mediamente un +355% nell'energia elettrica per gelaterie e pasticcerie, un +300% nell'energia elettrica e +306% nel gas metano per i panifici, mentre per le pulisecco/lavanderie c'è stato un + 261% nell'energia elettrica e +279% nel gas metano. Impennata del +160% nelle bollette energetiche per le officine fabbrili e di ”solo” un +112% in quelle delle attività legate alla falegnameria.

Il presidente di Confartigianato Venezia Andrea Bertoldini

 

“L’impatto è sempre più devastante per tutti – aggiunge il presidente di Confartigianato Venezia Andrea Bertoldini – e nel solo comparto artigiano insulare circa 200 aziende si troveranno in grandissima difficoltà semplicemente perchè non riusciranno a far fronte agli aumenti smisurati su tutti i fronti, dalle materie prime all'energia ai costi generali d'esercizio, rischiando la chiusura”.

“Per questo – prosegue Masat – bisogna che a livello europeo si giunga rapidamente all’introduzione di un tetto al prezzo del gas e dell’energia. Non possiamo affrontare l’autunno e l’inverno con il rischio che il caro bollette continui a galoppare a questo ritmo, sono numeri impossibili da gestire anche per una media impresa artigiana ben strutturata e solida, figuriamoci per le micro e piccole, che qui rappresentano la maggioranza”.

A complicare ancor di più questo già tragico scenario “C'è poi il fatto che in una città a fortissima trazione turistica – dice Enrico Vettore, responsabile Categorie di Confartigianato Venezia - i cali di presenze a causa dei rincari indeboliscano ancora di più tutta la filiera economica, con un pericolosissimo effetto a catena in tutto l'indotto, dai trasporti, a quello delle manutenzioni edili e impiantistiche, ai fornitori e via dicendo”. E così per gli artigiani veneziani, superato l'incubo dell'Aqua Granda e la devastante pandemia con il conseguente lockdown, per molti ora il classico colpo di grazia arriverà via posta. Senza un intervento immediato, a più di qualche imprenditore basterà semplicemente aprire la busta dell'ennesima bolletta mostruosa e poi chiudere per sempre l'attività.

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