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Risalita del cuneo salino nelle campagne di Chioggia, perso l’80% di mais e soia. Ancora ostacoli per l’avvio del cantiere per lo sbarramento

L’allarme di Confagricoltura per le produzioni a sud della provincia. “Serve un commissario per sbloccare l’opera”. Via alla raccolte di richiesta danni

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CHIOGGIA. Emergenza siccità e risalita del cuneo salino, sono continuate fino ai giorni scorsi le riunioni dei rappresentanti degli agricoltori con il consorzio di bonifica e il sindaco di Chioggia Mauro Armelao, impegnato in prima linea per sollecitare il Ministero per le Infrastrutture (già Magistrato alle Acque) e tutti gli enti preposti ad approvare al più presto il rinnovo della Valutazione di Impatto Ambientale per l’opera di sbarramento del cuneo salino, scaduta a luglio.

Molte difficoltà anche sull’altro fronte, quello dei rincari per materie prime ed energia che hanno di fatto contribuito a bloccare l’avvio dei lavori: la ditta che ha vinto l’appalto infatti non firma, perché i fondi previsti non coprono le spese nel frattempo aumentate.

“A mettersi di mezzo ora è anche la crisi di governo che ha posto una ulteriore grave ostacolo alla realizzazione di quest’opera, senza la quale l’agricoltura del nostro territorio rischia di finire stritolata – commenta Nazzareno Augusti, segretario di Confagricoltura Venezia nella zona di Chioggia. - Nelle scorse settimane infatti Confagricoltura Veneto si era attivata con gli uffici del Ministero dell'Agricoltura per il reperimento delle risorse necessarie a coprire i rincari, ma poi è subentrata la crisi e siamo di nuovo fermi. Con il sindaco e il consorzio di bonifica puntiamo a coinvolgere maggiormente l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Veneto per sensibilizzare tutti gli enti preposti alla necessità di sbloccare al più presto i lavori per quest’opera che in tempi di grave siccità è assolutamente prioritaria”.

A fine luglio si è svolta l'assemblea annuale del consorzio maiscoltori di Cona, Cavarzere e Chioggia, a cui hanno partecipato anche i vertici tecnici di Confagricoltura Veneto e dell'associazione bonifiche venete, il confronto con gli agricoltori del territorio ha evidenziato le pesantissime problematiche inerenti la siccità, aggravata anche dalla risalita del cuneo salino.

Le perdite di soia e mais sfiorano anche l’80%, mentre la siccità e la risalita del cuneo salino, che penetra anche oltre 10 km dal mare, mettono a repentaglio l’area agricola di Chioggia. Dell’opera di sbarramento del cuneo salino sul fiume Brenta, si parla dagli anni Novanta, ma ora la situazione è insostenibile. Nel frattempo le aziende agricole della zona di Chioggia e Cavarzere stanno inviando le segnalazioni di danno da salinità ad AVEPA, con la richiesta di un sopralluogo da parte dei tecnici regionali per documentare ufficialmente i danni causati alle coltivazioni.

“I nostri associati non possono irrigare per scarsità di acqua dovuta alla siccità, ma anche perché la risalita del cuneo salino inquina la poca acqua presente nei fiumi, rendendola inutilizzabile - sottolinea Nazzareno Augusti. - Stiamo assistendo ad una situazione paradossale con un rimpallo continuo di responsabilità tra gli enti preposti! Dopo anni di attesa, finalmente nei mesi scorsi era stata fatta la gara d’appalto, ma i lavori non sono ancora partiti perché le imprese esecutrici non firmano i contratti, a causa dell'aumento vertiginoso dei costi di energia e materie prime e a fine luglio è scaduta anche la Via (Valutazione di impatto ambientale)”.

“Auspichiamo vivamente la nomina di un commissario con poteri ampi per poter sciogliere i passaggi burocratici e portare l'opera a termine – conclude Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia. - E’ una richiesta avanzata dal gruppo di lavoro, costituito da amministrazione comunale, organizzazioni agricole e consorzio di bonifica, con lo scopo di cercare di incalzare gli enti preposti per la realizzazione dell’opera e reperire le risorse mancanti anche attingendo eventualmente ai bandi del PNRR, che prevedono fondi finalizzati all’ammodernamento irriguo. Ricordiamo che lo sbarramento alla risalita dell’acqua dal mare permette di realizzare di fatto un bacino di invaso, rallentando il deflusso dei fiumi e permettendo un efficace utilizzo della loro portata senza sprechi, elementi anch’essi essenziali in questo momento di grave siccità”.

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