Furto d’identità, pensionata mestrina si ritrova con un contratto a suo nome in una casa di Firenze che non possiede

La donna di Trivignano ha dovuto sudare sette camicie per farsi annullare la fornitura di energia elettrica attivata a causa di un “malinteso”

MESTRE. Più che una disavventura è stata un’odissea (a lieto fine) quella vissuta da M.F., pensionata mestrina, vittima di un malinteso, per usare un eufemismo. La donna, che vive a Trivignano, ha dovuto sudare, infatti, le proverbiali sette camicie per farsi annullare la fornitura di energia elettrica attivata a suo nome in un appartamento di Firenze, città dove non ha mai abitato in vita sua.

L’intervento dell’ufficio legale dell’Adico è stato alla fine risolutivo anche se le fasi delle incomprensioni, iniziate a novembre 2021, sono proseguite per otto mesi circa, fino all’happy ending di giugno 2022, arricchito dal relativo indennizzo.

LA STORIA

Ma riavvolgiamo il nastro.  A novembre 2021 Enel Energia comunica alla pensionata di aver inviato i propri tecnici nell’abitazione di Firenze “per attivare la fornitura di energia elettrica da lei richiesta”, senza trovare però nessuno in casa. «Ma come?», si domanda la donna stupita, non avendo mai richiesto alcuna nuova fornitura e, soprattutto, non avendo alcun appartamento a Firenze.

IL MISUNDERSTANDING

La pensionata di Trivignano contesta all’azienda la comunicazione ricevuta, evidenziando una possibile errore di omonimia. A dicembre Enel annuncia di aver accolto il reclamo e di averlo inviato al distributore ma la fornitura viene comunque attivata a pochi giorni di distanza. Risultato? La donna decide di affidarsi all’ufficio legale dell’Adico, di fronte a una situazione che si fa sempre più ingarbugliata e l’associazione, a inizio gennaio, invia una diffida al fornitore, ribadendo l’evidente sussistenza di un “misunderstanding”, visto che la pensionata mestrina non possiede alcun alloggio nel capoluogo toscano.

IL FURTO D’IDENTITA’

La risposta non tarda però ad arrivare ed è negativa. Enel Energia allega alla risposta un contratto online che riporterebbe i dati e la firma di M.F. Cosa fare, dunque? Consigliata da Adico, la socia presenta denuncia-querela per furto d’identità e l’ufficio legale dell’associazione riscrive al fornitore, allegando la denuncia stessa e ribadendo i concetti già espressi nelle lettere precedenti. Ormai siamo a giugno, sono passati otto mesi. Che però questa volta, incontra la parola “fine” con la definitiva comunicazione da parte di Enel Energia: «Vi informiamo di aver accolto la vostra richiesta di annullamento del contratto per furto d’identità».

L’INDENNIZZO

L’odissea si conclude con un indennizzo che attenua, almeno in parte, i disagi vissuti dalla pensionata di Trivignano in otto mesi di tira e molla. «Raccontiamo questa disavventura per evidenziare quanto possa essere difficile risolvere da soli un problema all’apparenza banale nel complesso mondo delle forniture di luce e gas»  commentano dall’Adico -. «Probabilmente senza il nostro intervento la pensionata si troverebbe ora a pagare la luce di una casa a Firenze, città che al massimo lei ha visitato come turista. Restano tutte le nostre perplessità circa le modalità che hanno fatto scatenare l’enorme disguido, forse legate anche ai contratti via web che ci lasciano da sempre un po’ perplessi. E’ quasi certo che si tratti di un furto d’identità, per cui non addossiamo colpe particolari all’azienda fornitrice. Certo, però, che otto mesi per dissolvere un problema così grossolano sembrano davvero troppi».

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