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Aggrediti dai detenuti, cinque poliziotti del carcere di Santa Maria Maggiore finiscono al Pronto soccorso

La tensione è esploso durante l’ora d’aria. I positivi al Covid sono dovuti restare nelle loro celle e hanno iniziato a sbattere le stoviglie contro le inferriate. All’arrivo degli agenti la rivolta. Il sindacato: «E’ l’ennesimo episodio, la situazione è pericolosa»

Roberta De Rossi
1 minuto di lettura

VENEZIA. Cinque agenti di Polizia penitenziaria in Servizio al carcere di Santa Maria maggiore, sono finiti al Pronto soccorso, dopo essere stati aggrediti da alcuni detenuti. Per due di loro , la prognosi è di 25 giorni.

La tensione sarebbe esplosa domenica, durante l’ora d’aria: i ristretti positivi al covid sono dovuti restare nelle loro celle (torride in questa estate così afosa, come senza aria condizionata sono anche gli uffici dell’amministrazione e del corpo penitenziario) e hanno iniziato a sbattere le stoviglie per protesta contro le inferiate. All’intervento degli agenti, c’è stata l’aggressione, che si è allargata anche a detenuti non positivi.

Lo denuncia in una nota la Cgil regionale, segnalando la situazione sempre più difficile che si vive all’interno della casa circondariale veneziana, sovraffollata e vetusta.

“Nell'esprime la nostra solidarietà ai poliziotti penitenziari, che nella giornata di domenica sono stati oggetti di una terribile aggressione da parte di alcuni detenuti, mentre cercavano di calmare altri detenuti, che sbattevano le inferriate con le pentole. Episodi del genere non dovrebbero accadere o per lo meno essere rari, purtroppo nel Carcere di Santa Maria Maggiore di questi episodi ne sono accaduti tanti”, segnalano in una nota il Coordinatore Regionale FPCGIL Veneto Penitenziari Gianpietro Pegoraro e la segretaria Regionale FPCGIL Veneto Franca Vanato.

“Va sottolineato che come FPCGIL nella nostra visita al Carcere di Santa Maria Maggiore, nel mese di giugno”, proseguono i sindacalisti, “avevamo segnalato di come fosse pericolosa per il personale la situazione all'interno dei corridoi delle sezioni, dove vi è una gran massa di detenuti non impegnati e di alcuni passaggi in comune tra detenuti e personale. Segnalazione che è rimasta tale perché l'Amministrazione Penitenziaria non ha provveduto a tentarla di risolverla. Da questo gravissimo episodio, sperando che sia l'ultimo, come FPCGIL abbiamo chiesto un confronto urgente con il Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, che è il massimo organo di controllo e di presenza decentrato dell'Amministrazione Penitenziaria, a cui chiediamo dei protocolli d'intervento, che mancano, e l'avvio di lavori affinchè non vi siano passaggi comuni tra poliziotti e detenuti”.

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