Jesolo, il sindaco: più telecamere e vigili contro le baby gang

Il sindaco Christofer De Zotti e, in basso a destra, Kamal Roton, il negoziante bengalese aggredito sabato scorso nel suo negozio

Le promesse di Christofer De Zotti e le richieste delle categorie dopo la tentata rapina in via Bafile con un negoziante pestato a sangue

JESOLO. Illuminazione e telecamere di sorveglianza, ma anche potenziamento degli organici delle forze dell’ordine. Dopo la barbara aggressione a Kamal Roton, bengalese titolare del negozio di articoli vari in via Bafile sabato  23 luglio alle 13, a due passi da piazza Brescia, Jesolo è nuovamente alle prese con i problemi della sicurezza e ordine pubblico.

Le baby gang ancora sotto i riflettori dopo la tentata rapina al 44enne padre di famiglia e commerciante che ha raccontato della sfrontatezza di un gruppo di ragazzi e ragazze, la lite, il tentativo di rapina con il coltello e infine il pugno al volto. Ha trenta giorni di prognosi, la frattura del setto nasale ed è stato trasferito ieri da Jesolo all’ospedale di Portogruaro. Queste bande arrivano dalle città e cittadine dell’entroterra e si riversano sulla spiaggia più amata e frequentata dai giovani che nel fine settimana e in piena stagione si trova ad affrontare i problemi di una vera metropoli da 500 mila persone.

Già individuati i capi banda, spiccati tre fogli di via ad altrettanti giovani del Miranese coinvolti nell’aggressione tra i 16 e 18 anni, mentre le indagini sono ancora in corso in attesa di altri provvedimenti. Sono state contattate anche le famiglie nonostante i tre negassero tutto risolutamente. «L’importante è che la risposta sia stata veloce ed efficace», dice il sindaco Christofer De Zotti, «La città non è rimasta ferma e in questo caso la polizia locale è subito risalita agli aggressori. Io ribadisco che, al di là di questi episodi, Jesolo è una città sicura per i residenti e gli ospiti. I rinforzi sono arrivati, abbiamo le ordinanze in vigore per la sicurezza. Ci sarà un potenziamento dell’organico della polizia locale e anche per le telecamere di sorveglianza i progetti saranno portati avanti come previsto».

Le associazioni di categoria sono abbastanza preoccupate. Per il momento l’immagine di Jesolo è stata macchiata dalle violenze, le aggressioni e le risse, ma ancora questo messaggio non è arrivato all’estero né si ha la percezione di una città generalmente pericolosa. Se ne discute, in ogni caso, almeno in Veneto dove l’impressione è che Jesolo accolga le “teste calde” delle città un po’ come accaduto sul lago di Garda.

«Il fenomeno non va preso certo sotto gamba», dice Angelo Faloppa, presidente della Confcommercio mandamentale, «ci sono problemi seri che si ripetono e devono essere affrontati con determinazione, anche se una soluzione probabilmente non è semplice da individuare».

Il neo presidente dell’Aja, associazione jesolana albergatori, Pier Francesco Contarini, pensa a due interventi concreti. «La prima cosa è l’illuminazione», commenta, «che deve essere potenziata ed estesa a tutta la spiaggia e poi le telecamere, anche queste in città e sulla spiaggia come vero deterrente. Per il resto, il Comune ha dato le prime risposte importanti e i risultati ci sono anche se Jesolo vive i problemi di una metropoli in questo periodo e tanti giovani si riversano soprattutto nel fine settimana». Giovanni Cagnassi

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