Promosso Vomiero, il poliziotto da 30 anni al servizio di Venezia

Eugenio Vomiero diventato dirigente superiore

Da agente ausiliario a dirigente superiore  e ora deve lasciare l’ufficio di Santa Chiara. Sa ascoltare chi ha davanti e si fa amare dai colleghi

VENEZIA. L’agente ausiliario Eugenio Vomiero è diventato Dirigente Superiore. Come dire Questore. Eugenio Vomiero, vice questore vicario è stato promosso dirigente superiore e ora dopo trent’anni di permanenza nella Questura di Venezia deve lasciare l’incarico a Santa Chiara. La Questura che lo ha visto arrivare giovane vice commissario appena terminato il corso.

Vomiero in Polizia è partito dal basso. Dal primo gradino e come pochi ce l’ha fatta. Infatti entra come ausiliario. Un anno al Reparto Mobile di Padova. Sceglie la Polizia per svolgere il servizio di leva. Una volta terminata la leva vince il concorso quale comandante dei vigili urbani di Ponte San Nicoló. È una parentesi che dura poco. Vince il concorso come ispettore di polizia a cui rinuncia perché preferisce quello da vice commissario. È il 1992 quando mette piede per la prima volta in Questura a Venezia.

Da quel momento è un crescendo. Il primo incarico lo svolge all’ufficio automezzi. I vertici di Santa Chiara si accorgono della sua predisposizione a gestire senza tanti problemi l’ordine pubblico. Una manna per la polizia veneziana che deve far fronte cinque giorni su sette a manifestazioni: dalle lotte operaie dei lavoratori di Marghera alle prime spinte secessioniste, dai centri sociali del Nordest, senza dimenticare i pescatori di Chioggia e i tifosi delle varie squadre di serie A che vengono a giocare al Penzo. Situazioni nelle quali emergono le sue doti di mediatore.

Sa ascoltare chi ha davanti e poi si fa amare dalla “truppa”, soprattutto dalle donne e dagli uomini del Reparto Mobile che fanno un inno di quel “Dai, dai tusi-tusi”, che pronuncia, quando si tratta di serrare il cordone di uomini in contrapposizione alle teste dei cortei.

Dirige le Volanti, un ufficio che vale un master per chi lavora in Questura. Organizza mille cose pur di creare spirito di corpo: dai tiri in un poligono a Vittorio Veneto al complesso 113, dalla partecipazione alla Vogalonga ai corsi “Ocio ció” per spiegare agli anziani come difendersi dalle truffe. E in successione diventa responsabile dei commissariati di Marghera, San Marco e Mestre. Alla fine lo nominano Vice Questore Vicario. E ora, a pochi anni dalla pensione, Dirigente Superiore.

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