Pesticidi nelle acque del fiume Meolo e del canale Vela, interrogazione in Regione

Il canale Vela, uno dei due in cui sono state trovate tracce di pesticida

Andrea Zanoni (Pd): tracce di Diclorvos, il cui utilizzo è vietato dal 1991 in quanto considerato pericoloso per la salute

MEOLO. Nelle acque del fiume Meolo e del canale Vela sono state trovate tracce di un insetticida, il Diclorvos, il cui utilizzo è vietato dal 1991 in quanto considerato pericoloso per la salute. La presenza del pesticida emerge dalla relazione sullo stato ambientale dei corsi d’acqua del bacino scolante della Laguna di Venezia, che Arpav ha illustrato alla seconda commissione regionale.

Nel tratto finale il Meolo e il Vela, dopo aver attraversato la zona sud del trevigiano, scorrono sui territori compresi tra il meolese, Quarto d’Altino e Portegrandi. Il consigliere regionale del Pd, Andrea Zanoni, ha annunciato che presenterà un’interrogazione alla giunta Zaia, per capire quali azioni intenda mettere in atto per individuare l’origine di quel pesticida. Nella relazione Arpav si parla di origine sconosciuta. Ma a Zanoni è tornata in mente la denuncia, che tanto clamore fece circa un anno fa, di un prete della zona del prosecco, che spiegò che in confessionale gli era stato rivelato che ci sono agricoltori che vanno all’estero ad acquistare pesticidi vietati.

«Nella relazione dell’Arpav vi è la definizione di origine sconosciuta», commenta Zanoni, «Ma a me pare chiara l’origine. Sono tutti erbicidi e pesticidi che vengono usati in campagna e che con il dilavamento vanno a finire nei fiumi. Non c’è alcuna origine sconosciuta, queste tracce vengono da utilizzi vietati di una sostanza che non è più in commercio dal 1991». Nel Meolo e nel Vela da monte si riversa di tutto. Nei giorni scorsi è stato eseguito un intervento straordinario di pulizia dei rifiuti galleggianti sul tratto finale del Vela.

Ad accollarsi le spese è stato il Comune di Quarto, con uno stanziamento di 3 mila euro. La rimozione dei rifiuti è stata possibile grazie alla collaborazione con i consorzi di bonifica Piave e Veneto Orientale. Senza dimenticare la sinergia con Veritas, per lo smaltimento. «Ringrazio l’assessore Mazzon per aver seguito tutto l’iter. Adesso l’obiettivo», dice il sindaco Claudio Grosso, «è rendere strutturale questo tipo di intervento, coinvolgendo i Comuni a monte». 

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