Inciampa su una buca a San Donà e si frattura le braccia: Nessun risarcimento

Il tratto di marciapiede dissestato dove è caduta la 43enne

La donna, 43 anni, ha dovuto affrontare lunghe riabilitazioni. L’assicurazione del Comune: «Conosceva il posto»

SAN DONA’Una donna inciampa in una buca sul marciapiede e si frattura gli arti, ma l’assicurazione del Comune di San Donà non risponde dell'incidente: «È colpa sua».

Questa la risposta. Vittima della brutta caduta una mamma di San Donà che stava accompagnando i figli a scuola e ha fatto querela. Si è fratturata entrambe la braccia dopo la rovinosa caduta, davanti a decine di testimoni, sul marciapiede dissestato e poi sistemato dal Comune.

È successo il 28 ottobre 2021, alle 8.10, di fronte al plesso delle elementari “Forte 48”. La 43enne di San Donà stava accompagnando a scuola i due figli. Lasciato il bambino più grande all’entrata in via Saretta, ha percorso il marciapiede lungo via Carrozzani, al civico 29, per raggiungere l’altro ingresso, quello dell’anfiteatro, dove doveva entrare la più piccola, 7 anni. Accessi diversificati dalla preside per ragioni del Covid.

Ma a causa della mancanza di una mattonella sul marciapiede, di 20 cm per 10, la donna è caduta e istintivamente, per proteggersi il volto, ha proteso in avanti le braccia riportando la frattura di entrambi i capitelli radiali. La quarantatreenne è stata soccorsa e aiutata a rialzarsi da diverse altre mamme subito accorse dopo aver assistito alla scena.

Ha cercato di resistere al dolore a ha tranquillizzato la figlia, che era scoppiata a piangere, quindi l’ha portata a scuola e poi è stata aiutata da un’altra mamma a salire in auto per tornare a casa. Non riusciva neppure ad allacciarsi la cintura di sicurezza, come ha raccontato.

Si è dunque affidata a Studio3A-Valore S. p. A. , società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini. Ora, la compagnia di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi del Comune di San Donà, che gestisce la pratica obietta che l’infortunio si era verificato in un luogo “perfettamente conosciuto” dalla danneggiata, lasciando intendere che dovesse conoscere la zona pur abitando altrove.

Ora ha presentato querela dai carabinieri di San Donà, con la conseguente apertura di un procedimento penale per lesioni personali colpose gravi in capo al Comune considerato che la prognosi supera abbondantemente i 40 giorni.

Il prossimo passo sarà intentare una causa civile. La compagnia di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi del Comune di San Donà, che gestisce la pratica per e con gli uffici comunali, ha finora negato ogni responsabilità. 

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