“Capanon”, il racconto di un mese di occupazione del luogo simbolo di Porto Marghera

Il luogo simbolo del movimento operaio è tornato a riempirsi di gente. Ora sarà gestito da Comune e organizzazioni sindacali, assieme. E diventa della città. Da Bersani a Landini, tutti i video

MARGHERA. Poco più di un mese. Tanto è durata la occupazione del Capannone del Petrolchimico, il luogo che dal 1969 ospita le assemblee sindacali di Porto Marghera, che è tornato a riempirsi di gente e iniziative, in una fase storica in cui il lavoro è cambiato tantissimo: sempre meno ben pagato, sempre più precarizzato. 

LA CRISI DELLA CHIMICA

 La “casa” del Movimento operaio ha cambiato proprietario proprio nei giorni in cui Eni ha messo in pratica la decisione, autonoma, di chiudere l’impianto del cracking di Versalis, altro “simbolo” della storia del lavoro di Porto Marghera, riaprendo la vertenza Chimica a livello nazionale.

LA CESSIONE 

Eni Rewind, società del gruppo, ha ceduto al Comune di Venezia, per circa 3.900 euro, la proprietà del capannone. E il Comune di Venezia, nell’accordo di acquisizione, si è impegnata a spendere 320 mila euro per la ristrutturazione.

Tutto a posto, quindi?

No, perché dopo mesi di lettere e richieste di incontro, andate a vuoto,  con l’amministrazione guidata da Luigi Brugnaro, il consiglio comunale ha votato il via libera all’acquisizione senza un preventivo accordo con le organizzazioni sindacali. E nonostante il confronto in commissione consigliare con l’assessore Paola Mar, che chiedeva al fronte sindacale un atto di fiducia,  il 12 maggio scatta l’occupazione. La mettono in pratica due sindacati su tre: Cgil e Uil mentre la Cisl è critica sulla scelta.  Nel mese di occupazione, la città torna a vivere e si riappropria del Capannone, dopo anni di scarsa partecipazione.

LE VOCI 

Tante le visite, per esprimere solidarietà ai chimici che hanno occupato, dormendoci dentro a turno. Dal regista Andrea Segre che proprio al capannone ha girato uno dei suoi film all’altro regista, Pif, che arriva dopo aver presentato al cinema Dante il suo film sulla vita dei riders.

Capannone occupato al Petrolchimico di Marghera, arriva il regista Andrea Segre

Ancora arriva in visita l’ex cantante dei Pitura Freska, oggi solista, Skardy.

Pranza con delegati e lavoratori l'onorevole Pierluigi Bersani (Articolo Uno).

Bersani al capannone di Marghera: "Bisogna liberare il lavoro dal precariato"

Arriva in visita tutta la segreteria del Partito Democratico veneto e veneziano. Il 13 giugno è affollatissima  la assemblea della Cgil con il segretario nazionale Maurizio Landini.

Landini: Assurdo che in Italia redditi e pensioni siano tassati più delle rendite finanziarie

Nel capannone si sono visti i bambini dell'associazione "Rosso veneziano" e gli universitari dell’Udu che hanno prodotto un nuovo striscione da aggiungere alla collezione.

Arriva anche il segretario nazionale Fiom Cgil Michele De Palma che difende la valenza simbolica di quel luogo e di ciò che rappresenta per la storia del movimento operaio.

Il capannone di Marghera è un simbolo che non si può cancellare: "Non siamo invisibili"

E si parla di qualità del lavoro di oggi, rapportato al lavoro di ieri

Non è vero che i giovani non hanno voglia di lavorare, ma bisogna pagarli il giusto

Nicoletta Zago, la "pasionaria" della Vinyls, ha partecipato alla occupazione e ha dormito nella sede sindacale. Ed ha anche suonato la sua chitarra con piccoli inserti diffusi via social. 

La sindacalista del capannone occupato di Marghera canta Vasco: "Io sono ancora qua"

Sono state indossate le magliette rosse che hanno finanziato la raccolta fondi per il presidio. E soprattutto sono stati riscoperti i quadri, donati negli anni da tanti artisti, e che raccontano la storia del movimento operaio. Una storia che merita attenzione per opere d’arte che il fronte sindacale si è impegnato a tutelare. 

Video. L’arte racconta le lotte per il lavoro

Il capannone del Petrolchimico di Porto Marghera, l'arte racconta le lotte del lavoro

Entrare nel capannone del Petrolchimico di Porto Marghera significa anche fare un viaggio nell’arte al servizio delle lotte del lavoro. Dagli striscioni ai quadri, grandi ed evocativi, le pareti del capannone ospitano opere che racconta dagli anni Settanta ad oggi i temi del lavoro in fabbrica, il conflitto tra lavoro e salute, la speranza di vedere davvero convivere industria e laguna ma ci sono opere dedicate agli anni bui del terrorismo brigatista, che vide proprio gli operai in strada contro gli omicidi delle Br e il tema pacifista contro la guerra in Vietnam.

La svolta

La svolta arriva un mese dopo, il 16 giugno: due ore di confronto al Tronchetto tra sindaco Brugnaro e sindacati confederali apre la strada alla nascita di «un soggetto che associ organizzazioni sindacali e amministrazione comunale per la gestione e valorizzazione del Capannone di Porto Marghera».

Una associazione o una fondazione, questo si vedrà nei prossimi giorni. All'incontro erano presenti il sindaco Luigi Brugnaro e i segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Ugo Agiollo, Michele Zanocco e Igor Bonatesta.

«Come organizzazioni sindacali abbiamo sempre ritenuto che quel luogo rappresenti la storia del movimento sindacale di Porto Marghera, ma che possa anche rappresentare ed essere un laboratorio di idee e di iniziative culturali e sociali per il nostro territorio. Abbiamo quindi unitariamente proposto al Comune di costituire un soggetto tra le parti che gestisca il Capannone in modo condiviso e che ne preservi e garantisca l'attuale utilizzo», spiegano in un comunicato congiunto.

Il capannone di via Bottenigo tornerà luogo di dibattito e confronto sindacale, aperto alla città. I sindacati hanno ora il compito di formalizzare una proposta scritta di protocollo che definisca ruoli, compiti e gestione futura del capannone come «luogo di memoria ma soprattutto di costruzione del futuro della città». E con un tavolo tecnico si formalizzerà l'intesa che renderà ufficialmente questo luogo della storia parte della città. 

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