Canale Grassaga pieno di ninfee e zanzare, proteste dei residenti a San Donà

Il canale Grassaga

Appello dei residenti ai Consorzi di bonifica: servirebbero più acqua e manutenzioni più puntuali. Il biologo: «Segno che l’acqua è pulita»

SAN DONA'. Canale Grassaga “infestato” dalle ninfee gialle. I residenti nella piccola frazione sono molto preoccupati e da qualche giorno lanciano l'allarme chiedendo che il Consorzio di bonifica garantisca l'approvvigionamento di acqua per limitare questa proliferazione dovuto anche alle alte temperature. Ma la grave siccità al momento non lo consente e i canali di bonifica sono in sofferenza al pari dei grandi fiumi e corsi d' acqua.

La protesta si è allargata in rete, con tanti post sui social da parte dei cittadini della frazione che si interrogano sulle conseguenze di questo manto verde che copre il canale senza lasciar più intravvedere le acque. L'estate scorsa avevano segnalato una sospetta moria di siluri che infestavano il canale con odori nauseabondi e carcasse putrescenti. Adesso le ninfee sono ritenute responsabili anche della proliferazione a dismisura di insetti e soprattutto zanzare tigre. Ci sono anche le bisce che girano.

«Di questo passo compariranno anche gli alligatori» ironizzano a Grassaga, «comunque è assurdo pagare i bollettini consorziali, le tasse comunali, provinciali e regionali se poi siamo abbandonati a questa condizione. Un tempo passavano le barche a tagliare l'erba e oggi siamo abbandonati a questo ambiente tropicale. La mancata manutenzione del canale è causa di aumento di insetti e odori nauseabondi. Chi abita vicino al canale con questo caldo sta vivendo davvero male, anche solo con le finestre socchiuse».

Il biologo Andrea Tomei è stato nuovamente chiamato dopo che l'anno scorso aveva svelato il mistero dei siluri, probabilmente gettati e abbandonati da qualche pescatore che se ne voleva disfare dopo averli catturati con delle reti. Le sue notizie sono sia buone che cattive. «La ninfea è precisamente della specie Nuphar Lutea», spiega il dottor Tomei dopo aver esaminato la condizione del canale, «probabilmente basterebbe un po' d'acqua in più dai consorzi per avere approvvigionamento di acqua corrente e così la parte centrale delle ninfee non attecchirebbe più. Sono specie che prediligono acqua ferma e stagnante e per questo motivo sono cresciute così tante e in fretta nelle acque ferme del canale. L'acqua, se ci fosse, permetterebbe almeno di eliminare quelle cresciute nella parte centrale. Il problema è che con questa siccità anche i consorzi non possono garantire certe aperture».

«Non è comunque così grave la loro presenza», conclude il biologo, «perchè è sinonimo di acqua pulita e senza la presenza di sostanze chimiche nocive, come fitofarmaci e altro, dove non potrebbe altrimenti crescere e così rigogliosa. La loro presenza garantisce inoltre il ripopolamento anche di anfibi e pesci che si nutrono di anfibi, purtroppo anche di insetti a dismisura e magari bisce».

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