Mestre, vetrine di locali e negozi imbrattate dalle scritte “pusher” e “covo di spacciatori”

Denuncia dei residenti di via Gozzi, via Bembo e via Aleardi «La situazione è al limite, bisogna intervenire»

MESTRE. Sono apparse all’alba di mercoledì e non sono passate in sordina. «Pusher», «covo di spacciatori», «bar cocaina», «bar eroina». Sono alcune delle scritte con le quali sono state imbrattate le vetrine di locali, lavanderie a gettoni, la rosticceria cinese di via Gozzi ma anche l’entrata dell’hotel Vidale, in via Parini, dietro la Vite Rossa a due passi dal patronato di via Aleardi. Siamo nell’area schiacciata tra via Cappuccina da una parte, Corso del Popolo via Rampa Cavalcavia dall’altra. A poche centinaia di metri da via Piave.

Mestre, albergo imbrattato con la scritta "pusher"

Le scritte che rimandano alle attività illecite che si praticano in zona, sono state prontamente cancellate dai titolari, i quali ieri mattina hanno preso i “ferri del mestiere” e si sono messi a pulire e grattare via lo spray rosso con olio di gomito, per far sparire fino all’ultima lettera stampatello. Rimaneva solo qualche sbavatura rossa, qua e là.

«Chi lo ha fatto è un genio» dice il gestore di una nota attività, «mica ha colpito a caso. Aveva ben presente cosa voleva dire e che messaggio far arrivare a polizia e carabinieri».

Mestre, ignoti imbrattano con scritte che richiamano all'attività di spaccio bar e locali

Eppure i titolari dei locali presi di mira, come quello all’angolo tra via Aleardi e via Gozzi o la rosticcere cinese Chinatown, si difendono. «Che ci possiamo fare se di giorno e di notte spacciano si drogano e fanno di tutto davanti ai nostri negozi?». Una signora che risiede nel condominio a fianco all’hotel parla dal citofono e risponde alla domanda secca «È peggiorata la situazione?».

«Non penso si possa fare peggio di così. Me no male che c’è la Vite Rossa, che ancora rappresenta un baluardo di ritrovo sano» dice con aria sconsolata, pregando di non mettere nome e cognome causa ritorsioni. Tutti hanno paura per la propria incolumità.

Mestre, il titolare dell'osteria da Mirco di via Gozzi parla del degrado e dello spaccio

Il gestore dell’albergo Vidale, è un ragazzo pakistano, si chiama Ullah Waqar, e ieri non appena si è svegliato e a terra a ha visto la scritta davanti all’entrata dell’hotel a una stella, si è dato da fare per cancellarla il prima possibile.

Il titolare, infatti, che è invece di origine libanese, non ha gradito per niente la sorpresa. E se l’è, in parte, presa con lui – ha fatto capire. Quando il giovane ha saputo che anche altri erano stati presi di mira, ha quasi quasi tirato un s

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