Appello on line di una mamma malata di tumore: rispondono 350 persone, raccolti 18 mila euro

Silvia Nicoletti, madre di tre figli originaria di Spinea, ha avviato una raccolta fondi per poter affrontare meglio le incognite dell’intervento in programma. «Commossa e immensamente grata» 

SPINEA. Silvia Nicoletti, 41 anni, madre di tre figli, ha vinto la sua prima battaglia: quella economica. Fisioterapista in libera professione originaria di Spinea, malata di cancro e attualmente impossibilitata a lavorare in cura all'ospedale di Verona, nei giorni scorsi è uscita allo scoperto raccontando la sua storia e avviando una raccolta fondi sulla piattaforma “gofundme” con l’obiettivo di sostenere lei e i tre figli piccoli in questo momento di incertezza e difficoltà. E in pochi giorni, oltre 350 persone hanno risposto concretamente: ha raccolto una cifra a suo dire sufficiente per dire stop, ringraziare tutti e chiudere la raccolta, arrivata a oltre 18 mila euro.

«Sono immensamente grata e commossa per l’enorme ondata di amore e solidarietà che mi ha travolta e che mai mi sarei aspettata» scrive la giovane mamma «Ho deciso di chiudere questa campagna perché quanto ho ricevuto ha superato ogni mia più grande aspettativa ed è ben più che sufficiente per affrontare i prossimi mesi e il tempo che seguirà dopo la consegna dell’istologico. Ci tengo nuovamente a ringraziare ciascuno di voi per tutto l’amore, il sostegno e il coraggio che mi avete trasmesso e le mie parole non basteranno mai per esprimere la mia eterna gratitudine».

La campagna di Silvia aveva, nei pochi giorni nei quali era rimasta on-line, movimentato l'opinione pubblica per una vera e propria caccia alla donazione. «Ho 41 anni, sono separata e ho nell’ordine 3 figli piccoli, un cane grande e un tumore». Cosi sì presentava Silvia. «Da 7 anni. Sono una lavoratrice autonoma, una fisioterapista. Ora sono a letto a causa dell’ennesimo, e purtroppo non ultimo intervento chirurgico, che è stato molto invasivo. Mi segue un équipe fortissima all’ospedale di Verona, in oncologia ginecologica che vorrei tanto aver conosciuto prima. Mentre recupero da questa batosta attendo l’esito di un istologico da cui dipende il mio futuro. La busta A, la migliore, prevede un tempo di qualche mese di recupero e poi un nuovo intervento e tante incognite. La busta B, la peggiore, prevede invece un intervento immediato e ancora più invasivo. In entrambi i casi non potrò lavorare per un po’, a causa anche del tipo di lavoro che faccio, che richiede molte energie fisiche ed emotive che purtroppo non ho. Tante paure si affacciano, per me e per i miei figli. Paura di non farcela, paura di non venirne fuori, paura di non aver abbastanza forze per seguire in modo adeguato i miei figli, paura che i soldi che ho da parte non bastino. Se la vita farà questo miracolo che qualcuno doni un po’ del suo per noi e per me ve ne sarò immensamente grata».

Hanno risposto concretamente più di 350 persone, donando dai 20 ai 500 euro. E ora Silvia potrà affrontare le incognite mediche se non a cuor leggero, almeno un po’ più serena. 

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