Covid e crisi, conti in “rosso” per la Ulss 3 Serenissima

Pesante il disavanzo 2021: quasi 146 milioni di euro. La lotta all’epidemia è costata 82,5 milioni di euro. L’azienda vara piano di contromisure: «Ma non si chiudono servizi»

MESTRE. Pesante disavanzo, quantificato in quasi 146 milioni di euro, per l’Ulss 3 Serenissima ed è la pandemia da Covid, con la crisi economica, a contribuire al bilancio in “rosso” dell’azienda sanitaria. Il costo per fronteggiare l’epidemia da Covid è stato calcolato in 82,5 milioni di euro per il 2021, coperto dalla Regione con uno stanziamento di poco superiore ai 60 milioni di euro. La Regione aveva fissato un obiettivo di perdita programmata di 69 milioni di euro. Con una perdita di quasi 146 milioni, i conti del 2021 vedono il disavanzo superare quella previsione. Il disavanzo Covid è di 23 milioni e 733 mila euro. La perdita ulteriore è di 122,1 milioni di euro che si scosta dalla perdita programmata per 53,1 milioni di euro. Cifre messe nero su bianco nella delibera di fine maggio 2022 con cui il direttore generale Edgardo Contato (con una corposa documentazione di 600 pagine) ha approvato il bilancio d’esercizio 2021 dell’Azienda. L’emergenza Covid ha pesato sui costi di vaccinazioni, servizi, personale in un territorio particolarissimo come quello dell’Ulss 3 veneziana, fatto di territori ampi e anche di servizi per il centro storico e le isole. Il resto lo ha fatto, anche, la crisi economica.

Lo scostamento, al netto dei ricavi e costi Covid, confrontato con l’esercizio 2019, dove è stato raggiunto l’obiettivo, pesa per 61, 9 milioni di euro.

ag.Lorenzo Pòrcile

Previsioni 2022

E il 2022, si teme, rischia di andare peggio: l’inflazione in corso ha già un impatto negativo sui costi dei contratti in corso con impennate significative mentre le manutenzioni vedono un aumento dei costi del 12 per cento rispetto al 2020 e del 30 per cento, in media, rispetto al 2019.

Le contromisure

Il dg Contato e il suo staff direttivo hanno elaborato, come da direttive regionali, un piano di rientro e contenimento delle perdite che ora è all’esame della Regione Veneto. «Non si tagliano servizi», dicono dall’Azienda sanitaria ma, con meno personale, si dovranno riorganizzare vari servizi. E si spingerà sulla telemedicina per la prevenzione. Tra le azioni da attuare, ci sono il recupero delle prestazioni di ricovero e delle prestazioni ambulatoriali sospese nei periodi di parziale chiusura dei servizi a seguito della diffusione del Covid-19; un piano per l’abbattimento delle liste d’attesa per l’intervento di cataratta; il piano di potenziamento infrastrutturale di terapie intensive e sub intensive; il ricorso a fondi del Pnrr (già previsto per esempio per le case di comunità)e tante azioni di razionalizzazione di risorse, spese e interventi. —

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