Due uomini arrestati a Martellago e Spinea per stalking ossessivo nei confronti delle ex fidanzate

Erano già stati allontanati dalle abitazioni delle due donne su ordina del magistrato ma continuavano a presentarsi e inviare messaggi in maniera ossessiva

MARTELLAGO. Un concetto di amore distorto e tossico, possessivo della persona che si crede di amare. Ancora due casi di violenza di genere contro due donne sul territorio veneziano. Un fenomeno che non tende a diminuire e sul quale l’attenzione deve sempre rimanere particolarmente elevata. In entrambi i casi inoltre si trattava di situazioni sulle quali vi erano già stati interventi da parte dell’Autorità giudiziaria e dei carabinieri che tuttavia non hanno sortito l’esito sperato.

Martedì 24 maggio i carabinieri della stazione di Martellago hanno arrestato un uomo che nonosrtante fosse stato allontanato dalla casa della fidanzata per ordine di un giudice continuava a fare pressione psicologica su di lei. La storia di persecuzioni, infatti, aveva già portato in prima istanza all’applicazione urgente - in Codice Rosso - della misura di allontanamento dell’uomo dalla casa della fidanzata, con divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati. Dopo questo primo esito di metà aprile, innumerevoli sono state le segnalazioni raccolte dai carabinieri di violazioni da parte dell’uomo delle prescrizioni imposte. Questo ha consentito all’Autorità giudiziaria di applicare la misura cautelare della custodia cautelare in carcere.

Nella serata di lunedì 23 maggio, i carabinieri della stazione di Spinea hanno inoltre individuato e tratto in arresto un altro uomo, un italiano 40enne, su esecuzione di ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare domiciliare, emessa dall’Autorità giudiziaria. L’uomo era stato condannato a 10 mesi per il medesimo reato nei confronti della ex fidanzata e aveva beneficiato della sospensione della pena della reclusione, subordinato alla prosecuzione di un percorso terapeutico di recupero. Lo stesso però ha continuato a fare atti persecutori nei confronti della ex, inviando messaggi in maniera ossessiva, presentandosi presso l’abitazione e infastidendo tutta la famiglia. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

In entrambi i casi la gestione di tutti gli adempimenti disposti dalla Procura della Repubblica (audizione protetta delle persone offese, attivazione dei Centri Antiviolenza competenti) è stata delegata al comando compagnia di Mestre, ove esiste personale appositamente formato ed è stata creata la “Stanza tutta per sé” in collaborazione con l’associazione Soroptimist d’Italia.

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