Gli agricoltori veneziani: «La siccità non è emergenza, dobbiamo imparare a conviverci»

Senno (Cia): «Supporto ai Consorzi di Bonifica per la gestione dell’acqua»

VENEZIA. «La siccità non è una emergenza, è una realtà con la quale dobbiamo imparare a convivere». Federica Senno, presidente di Confederazione italiana agricoltori (Cia) della provincia di Venezia, commenta così l’emanazione dell’ordinanza della Regione Veneto in cui viene dichiarato lo stato di crisi idrica nel territorio regionale e che in questi giorni viene adottata da molti Comuni del Veneziano.

«Questa ordinanza – spiega Senno - è frutto di un percorso di condivisione tra la Regione, i Consorzi di Bonifica e le Associazioni Agricole, che ha portato ad un testo e a regole che provano ad attutire le conseguenze per l’agricoltura. Siamo grati per questa sensibilità: occorre infatti intervenire per salvare l’annata agricola».

La presidente ricorda che un’agricoltura senz’acqua comporta una riduzione della produzione di almeno il 50%.

«Per questo – aggiunge– dobbiamo impegnarci per ripensare all’utilizzo delle risorse idriche. I Consorzi di Bonifica, intelligentemente, stanno lavorando su progetti per conservare più acqua possibile».

«Nel nostro territorio – conferma Roberto Scarpa, consigliere del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale – negli ultimi due o tre anni sono stati investiti 30 milioni di euro, con fondi del PSR, per la sostituzione e l’ammodernamento di impianti di irrigazione obsoleti. L’intervento più consistente, che da solo vale 25 milioni di euro, riguarda il bypass in corso di creazione tra le due sponde del fiume Livenza, perché una delle due parti ha una capacità maggiore dell’altra e lavoriamo per equilibrarla. Potremmo e dovremmo fare di più sugli invasi».

Analoghi problemi nella zona sud della provincia. «Dobbiamo trattenere l’ultima goccia che cade dall’ultima grondaia – ammette Silvano Borile, vicepresidente del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive – perché di acqua non ce n’è. Nell’ultimo mese sono caduti appena 60 mm di pioggia. Nel nostro territorio è in corso di completamento un grosso intervento sull’idrovora di Lova, ma certamente non è sufficiente. E siamo sempre convinti che tra Mira e Gambarare l’Idrovia potrebbe e dovrebbe diventare un invaso».

Per gestire meglio la situazione, Borile ricorda l’iniziativa dell’Anbi (l’associazione dei consorzi di bonifica) che si chiama Irriframe. «E’ un portale sul quale gli agricoltori possono registrarsi gratuitamente, magari supportati dalle associazioni di categoria, che permette ai consorzi di monitorare bene la situazione delle colture e programmare una turnazione delle irrigazioni».

«In Veneto – conclude la presidente Senno - invasiamo solo il 5% della pioggia, contro l’11% medio nazionale. Dobbiamo aumentare la quota per dare acqua all’agricoltura».

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