Il ministro Orlando ai lavoratori: “Speedline deve restare a Santa Maria di Sala”

L’incontro con davanti alla fabbrica che produce cerchioni per le auto. E sul futuro di Superjet: “Chiederò un incontro all’amministratore delegato di Leonardo” 

SANTA MARIA DI SALA. “La Speedline deve restare a Santa Maria di Sala”. E sulla vicenda Superjet “chiederò un incontro all’amministratore delegato di Leonardo per capire se ci possano essere le soluzioni”. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha fatto tappa oggi pomeriggio a Santa Maria di Sala dove, davanti alla fabbrica, ha incontrato i lavoratori dell’azienda che produce cerchioni in lega e che la proprietà Ronal vorrebbe trasferire in Polonia, oltre a una delegazione di lavoratori della Superjet, l’azienda di Tessera di proprietà russa (ma Leonardo detiene il 10% delle quote) che allestisce aerei civili e la cui attività è congelata per via delle sanzioni decise dall’Unione europea dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin.

Orlando: Superjet, le sanzioni alla Russia non devono pagarle i lavoratori

Il caso Speedline. A ricostruire la vertenza, che dura da mesi, sono stati i rappresentanti dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil. L’annuncio della proprietà di voler chiudere lo stabilimento, le proteste dei seicento dipendenti e il blocco delle merci, l’apertura di un tavolo delle trattative dove, nelle scorse settimane, i rappresentanti sindacali hanno presentato un piano di rilancio elaborato dalla Fondazione Ergo di Varese che punta sulla produzione di ruote di alta gamma. La risposta della proprietà non è ancora arrivata.  “Ma quel che è emerso dall’analisi dei dati”, hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori, “è che con piccoli aggiustamenti la produzione poteva essere rimessa in sesto. L’azienda non ha deciso di andarsene perché lo stabilimento era in crisi. Ma la crisi è stata provocata dalla scelta di andarsene”.

“L’azienda deve restare in Italia, deve restare a Santa Maria di Sala e metteremo in campo tutti gli strumenti possibili perché ciò avvenga”, ha detto il ministro Orlando, ricordando il dibattito che si era aperto nelle settimane scorse sulle nuove norme anti-delocalizzazione inserite nella legge di Bilancio. “In molti hanno sostenuto che in fondo se un’azienda decide di andarsene è perché non ci sono più le condizioni per restare ma grandi gruppi possono avere interesse, per aumentare gli utili, a distruggere la capacità produttiva di un Paese e lo Stato non lo può accettare. Non si distrugge la capacità produttiva per fare più utile”, ha ribadito Orlando.

La vicenda Superjet. Sul fronte della Superjet, con i lavoratori in contratto di solidarietà e i conti corrente dell’azienda congelati, il ministro ha distinto due piani di intervento. Da un lato serve “un provvedimento per sbloccare subito gli stipendi dei lavoratori che non possono essere penalizzati dalle sanzioni perché le sanzioni sono contro la Russia non contro i lavoratori” mentre dall’altro “serve lavorare per una prospettiva di occupazione. Per questo chiederò un incontro all’amministratore delegato di Leonardo”. La speranza delle organizzazioni sindacali infatti è che la soluzione per il futuro possa passare attraverso il coinvolgimento dell’ex Finmeccanica e dell’intero distretto produttivo di Tessera, ad esempio attraverso il passaggio dei lavoratori alle Divisioni Velivoli o Elicotteri della stessa Leonardo.

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