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Impianti fotovoltaici, tasse per chi li costruisce sui terreni e incentivi per chi usa i tetti

L’appello-proposta alla Regione della Cia dopo l’incontro con il sindaco di Concordia, dove è in approvazione un impianto di Edison su 30 ettari

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Il rendering dell'impianto previsto

 

CONCORDIA. «Incentivi e azzeramento delle imposte per chi costruisce pannelli fotovoltaici sui tetti, sugli edifici (anche in disuso) e sui capannoni, tasse e vincoli per chi invece progetta impianti a terra». È la proposta che la presidente di Cia Venezia Federica Senno ha portato oggi al sindaco di Concordia Sagittaria Claudio Odorico. Un incontro chiesto dalla Confederazione Italiana Agricoltori all’indomani dell’approvazione dell’impianto da 30 ettari previsto da Edison in località Levada e alla vigilia dell’incontro di presentazione al pubblico del progetto, che si svolgerà il 9 marzo in videoconferenza.

«Siamo convinti» ha spiegato la presidente Senno «della utilità di impianti fotovoltaici, in un’ottica di conversione alle energie rinnovabili. Nel Pnrr stesso questo genere di operazioni è finanziato e promosso. Ma c’è il pericolo che sorgano impianti su molte aree coltivate o coltivabili, senza che ci sia una condivisione con il territorio. C’è il rischio che si consumi suolo agricolo, proprio mentre la situazione internazionale dovrebbe portarci alla produzione interna di beni alimentari. E non dimentichiamo che la nostra provincia è la seconda a livello regionale per consumo di suolo, con il 18,21%».

L'area su cui sarà installato l'impianto fotovoltaico

 

In particolare, secondo quello che risulta a Cia Venezia, il terreno sul quale sorgerà l’impianto, «non è né inquinato, né marginale, né asfaltato: non solo è potenzialmente coltivabile, ma è stato anche usato per piantare mais e altri prodotti agricoli».

«Siamo consapevoli» aggiunge Senno «del fatto che i livelli decisionali siano più in alto: la competenza su questi interventi è ministeriale o regionale. L’autorizzazione ministeriale vale come variante urbanistica, ormai i cittadini possono presentare osservazioni che non andranno a incidere sul progetto. Noi comunque faremo la nostra parte, chiedendo il massimo di mitigazione dell’impatto ambientale di questo progetto».

Ma Cia Venezia intende muoversi anche con la Regione per portare avanti le istanze degli agricoltori. «Proponiamo che gli impianti fotovoltaici vengano costruiti prioritariamente su tetti, capannoni, edifici rurali, in uso o in disuso. Chiediamo alla Regione l’elaborazione di una legge per regolamentare questa materia e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con le associazioni agricole, economiche e sociali, che garantisca un percorso partecipato in fase preliminare. Infine proponiamo alla Regione di avviare una mappatura del territorio, in cui vengano identificate con precisione le aree dove fare sorgere questi impianti. Esse possono essere anche agricole, purché marginali o inutilizzabili: dobbiamo evitare il più possibile il consumo di terreno agricolo».

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