«Chioggia laboratorio urbano con ampi margini di sviluppo»

L’Ordine degli ingegneri ha incontrato il sindaco ed i promotori della candidatura Pregnolato: «Molte potenzialità inespresse. Lavorare su strade, park, emozioni»

CHIOGGIA

«Chioggia è un laboratorio di urbanistica, basta solo avere la voglia di plasmarla». Lo ritiene lo storico ingegnere della città Pierdomenico Pregnolato, già componente della commissione Salvaguardia di Venezia. In vista della corsa a Capitale della Cultura 2024, anche i professionisti della commissione territoriale dell’Ordine degli ingegneri della Città metropolitana, che venerdì hanno incontrato il sindaco Mauro Armelao e il gruppo promotore della candidatura, ritengono che la città abbia tutte le carte in regola per giocarsi l’ambito titolo.


Incuriosisce che anche dei professionisti del comparto tecnico abbiano sentito l’esigenza di appoggiare una competizione di natura culturale...

«In realtà da molto prima della corsa a Capitale italiana della Cultura serpeggiava tra molti miei colleghi la suggestione che Chioggia avesse delle potenzialità inespresse e che potesse ambire a ruoli di primo piano. Pertanto l’incontro con il gruppo promotore e il sindaco altro non è stato che una conferma di un’emozione diffusa sul valore della città. Una città da completare, con ampi margini di sviluppo territoriale come poche altre. Chioggia è un laboratorio sopra un tavolo, a disposizione di chi abbia voglia e abilità per creare».

L’idea del laboratorio ha attratto l’interesse anche didattico.

«Esatto, prima ancora che la città si proponesse per la corsa a Capitale della Cultura, l’Università di Udine ha adottato Chioggia come città -laboratorio. Alcuni ricercatori hanno studiato il territorio, anche in riferimento alla sua storia, elaborando una serie di progetti, alcuni particolarmente fantasiosi e avveniristici. Da marzo 2020, in piena pandemia e con lavori svolti a distanza, 25 studenti in 10 gruppi, coordinati dai docenti Piero Pedrocco (Urbanistica), Elena Olivo (Architettura) e Giorgio Verri (Idraulica), si sono occupati del tema dell’Isola dell’Unione interpretata come nuovo centro per la città. Ci sono state poi anche tre tesi di laurea con il professor Pedrocco relatore: una sull’Isola dell’Unione, una sull’Isola del Buon Castello e una sul Forte San Felice».

Quali sono i punti su cui dovrebbe lavorare la città per fare un ulteriore salto di qualità?

«Chioggia di per sé ha tutto: il mare, la laguna, i fiumi, la storia, l’arte, la gastronomia. Ha persino una lingua che sta attirando forti attenzioni. È un’enclave che potrebbe bastare a se stessa. Tutti all’esterno sono innamorati di questa città dai mille volti. Possiamo però lavorare sullo sviluppo delle vie di comunicazione che sono insufficienti; sui parcheggi; sull’aspetto emozionale che può coinvolgere tutti i cittadini. È il momento di sfruttare l’onda che ha creato l’articolo del New York Times e partire con un autoconvincimento delle nostre qualità». —

Elisabetta B. Anzoletti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Ferretti Yacht 1000, ecco l'ammiraglia esposta al Salone Nautico di Venezia

Insalata tiepida di cous cous con ceci neri, cipollotti e tonno

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi