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A Cinto Caomaggiore i cani che sanno fiutare il Covid: sono quasi infallibili

Rilevamento tra il 98 e il 100 per cento dei casi: lo studio del “Progetto Serena” con i ricercatori dell’Università delle Marche

Rosario Padovano
1 minuto di lettura
Cani e conduttori del “Progetto Serena” nato nel 2013 nel paese del Veneto Orientale 

CINTO CAOMAGGIORE. I cani del “Progetto Serena”, al centro Montessori di Settimo, frazione di Cinto, riconoscono il Covid e sono più affidabili dei tamponi rapidi. Lo dicono le conclusioni di una ricerca dell'Università Politecnica delle Marche.

La presentazione dei dati è avvenuta ad Ancona. Lo studio è stato promosso dalla professoressa Maria Rita Rippo, con protocollo ideato dal fondatore dell’associazione cinofila Roberto Zampieri. Lo studio “C19 – screendog” ha permesso di testare 1.251 soggetti e di mostrare una sensibilità dei cani specializzati al rilevamento del Covid 19 tra il 98 e il 100% dei casi; quindi maggiore rispetto ai test antigenici rapidi, che hanno una sensibilità di 87-98%.

Con la collaborazione dei ricercatori veterinari dell'Università Politecnica delle Marche lo studio è completato. Gli studiosi hanno evidenziato quanto sia importante il ruolo dei conduttori, ovvero la persona che ha in custodia l’animale. Il conduttore, per i buoni fini della ricerca, deve comprendere il comportamento normale del cane, per riconoscere eventuali comportamenti di stress durante l’attività di screening e di interpretazione corretta della segnalazione di malati Covid.

Altri studi dimostrano la capacità dei cani di fiutare sostanze volatili in molti campioni biologici: saliva, secrezioni tracheobronchiali o sudore ascellare. I cani del “Progetto Serena” sono già predisposti a riconoscere il diabete e a dare l’allarme, abbaiando, rilevando un livello di sudore anomalo per i pazienti glicemici. È in atto un altro protocollo per il riconoscimento di altre malattie rare, come la Ceroidolipofuscinosi Neuronale, o Malattia di Batten. Zampieri si è laureato con una tesi sui cani e l’allerta medica, mentre la presidente, Sara Calgaro, è preparatore dei cani di allerta - diabete e di assistenza. “Progetto Serena” è nato nel 2013, ed è dedicato a Serena Zampieri. La ricerca e il protocollo dei cani sono seguiti da Enzo Bonora, professore dell’Università di Endocrinologia di Verona. Nel mondo, ci sono cani addestrati a rilevare gli odori di alcuni tumori, la malaria ed il Parkinson; a prevenire casi di epilessia e sbalzi glicemici. E possono rilevare Sars-CoV-2 con una precisione sorprendente, anche prima che si manifestino i sintomi.

I cani possono fornire un metodo di individuazione rapido e non invasivo, arrivando a valutare ciascuno fino a 200 persone all’ora, ed essere utilizzati negli aeroporti, come i cani antidroga. O nelle scuole ed evitare ai bambini il fastidioso test.  

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