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Corruzione, chiesti sette anni per l’ex finanziere

Secondo l’accusa Michele Napolitano avrebbe denunciato due bengalesi innocenti per incassare i soldi dal cognato. Ma è anche al centro di un'indagine su suoi presunti rapporti con il consulente del lavoro Angelo Di Corrado, al centro di molte inchieste

VENEZIA. Sette anni di reclusione: a tanto - ieri - il pubblico ministero Giorgio Gava ha chiesto di condannare l’ex finanziere Michele Napolitano (si è dimesso dalla Guardia di Finanza dopo l’arresto, nel dicembre del 2020), accusato di aver messo la sua divisa al servizio di una rete di favori e corruzioni.

Al punto - è una delle accuse che gli muove la Procura - da aver denunciato due innocenti bengalesi, inserendoli nella lista delle persone sospette di estremismo islamico, solo per incassare i 3 mila euro promessi dal cognato, che voleva liberarsi di loro: «Il punto più basso dell’abiezione», «modalità spregevoli», aveva scritto la giudice per le indagini preliminari Lancieri, nell’ordinanza di misura cautelare, con la quale ne aveva disposto...

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