Villa Ancillotto Orfei un vertice in vista per concordare progetto di recupero

Sindaco, proprietà e Soprintendenza riuniti entro fine mese Cereser: «Non è più nostra, speriamo venga valorizzata»

SAN DONà

Villa Ancillotto non è più del Comune di San Donà. L’antica magione della nobile famiglia sandonatese, che ha dato i natali al conte Giannino, eroe del cielo nella Grande Guerra, doveva diventare un museo e dimora storica affidata al Comune ai tempi del grande investimento immobiliare poi fallito. I precedenti proprietari erano gli Orfei che vi avevano insediato un centro di formazione per i circensi. Ora la proprietà è passata a un fondo di Milano collegato alla banca che aveva finanziato l’investimento e l’intera operazione.


Entro fine mese, probabilmente il 19 gennaio, è programmato un sopralluogo con Soprintendenza e Comune al fine di valutare lo stato della villa, il cui tetto è collassato, e di tutta l’area verde con il parco per anni abbandonato a se stesso. Da qualche settimana sono iniziati i lavori di pulizia e taglio delle alberature a rischio.

Un intervento effettuato da una ditta specializzata che era stato oggetto di critiche da parte di Carlo Zorzetto e della lista civica La Frazione che paventava l’eliminazione di alberi secolari. La ditta ha poi precisato di aver agito in sintonia con le indicazioni ricevute e tutelando le piante secolari regolarmente censite dal Comune.

Il sindaco Andrea Ceserer, ha confermato il prossimo incontro con Sovrintendenza e proprietà dell’area. «Ora si riparte da zero» spiega il primo cittadino di San Donà, «e quindi l’antica villa è al momento di proprietà del fondo con il quale non ci sono gli accordi sottoscritti in precedenza con chi doveva fare l’intervento immobiliare e aveva previsto poi di cedere la struttura all’amministrazione comunale per una valorizzazione storica e culturale di questo edificio».

Adesso il futuro della villa fatiscente e di tutta l’area è più che mai incerto. Si era parlato di realizzarvi un grande hotel e lodge, poi di una casa d’aste. Nulla è però stato fatto e anche eventuali progetti sono rimasti al massimo sulla carta o tra le voci circolate e poi smentite. Una cosa è certa, a meno di nuovi accordi anche la Villa sarà a disposizione della proprietà che potrà decidere della sua sorte. Gli esperti sostengono che l’edificio possa essere ancora recuperato nonostante il crollo del tetto. Massimiliano Rizzello (FdI) ha presentato un’interrogazione sul destino di Villa Ancillotto.

«Se non ci sono progetti o soluzioni alla portata», dice il consigliere di opposizione, «intervenga la Sovrintendenza e anche la Regione. È un bene da tutelare in qualche modo per non rischiare di perderlo per sempre. Non sappiamo se la villa storica tornerà al Comune o meno, ma chiunque dovrà decidere il suo destino ha anche il dovere di salvaguardare quest’opera così legata alla storia della città. È in ogni caso sottoposta a un vincolo e non possiamo abbassare la guardia» . —

Giovanni Cagnassi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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