Nell’incidente a Caorle morì una donna incinta: il compagno accusato di omicidio stradale

La Procura della Repubblica di Pordenone ha chiesto il rinvio a giudizio: “Guidava senza la patente e senza moderare la velocità” 

CAORLE. Guida dell'auto senza patente e violazione di più norme del codice della strada. Con queste accuse la Procura di Pordenone ha chiesto al Gip del Tribunale il rinvio a giudizio del 28enne rumeno B.I., che lo scorso 14 marzo, a Caorle, rimase coinvolto nel tragico incidente in cui perse la vita Cristina Durac, 24 anni, di origini rumene, compagna dell'uomo e in stato di gravidanza. L'ipotesi avanzata, per il guidatore, è quella di omicidio stradale.

Cristina Durac

La coppia viaggiava a bordo di una Opel Vectra proveniente da Caorle e scontratasi, in via Altanea, con un pick-up che arrivava dalla direzione opposta. Secondo quanto ricostruito dall'ufficio del pubblico ministero il 28enne era al volante senza aver conseguito la licenza di guida e nell'impegnare una curva, non moderando adeguatamente la velocità, avrebbe invaso la corsia sulla quale viaggiava l'altro mezzo.

La 27enne rumena era sul sedile del passeggero, priva delle cinture di sicurezza. Dopo l'impatto il veicolo ha abbattuto un palo segnaletico. Per la donna, così come per il feto che aveva in grembo, non vi fu nulla da fare. Il 28enne, dopo il sinistro, venne ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Mestre.

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