Favaro, addio a Elda Bellinazzi, una vita dietro il bancone a preparare cappuccini e servire brioche calde tutta la notte

Elda Bellinazzi tra il figlio, Andrea Vedova e la nuora, Barbara Crosera

Era un pezzo di storia della città, che vedeva dalla sua posizione privilegiata, quella della sua pasticceria, amata da dj e golosi

MESTRE. Caffè e cappuccini, con e senza schiuma, preparati ad arte e serviti in delle tazzine decorate, segno distintivo della pasticceria Bellinazzi. E poi le brioche fumanti,  preparate tutta la notte, per chi entrava assonnato di ritorno dalle serate in discoteca a Jesolo.

I dj più famosi del mondo della notte, conoscevano tutti per nome Elda, perché il suo bar di via San Donà, per anni e anni, è stato uno degli unici che non chiudeva mai, dove valanghe di giovani si riversavano prima di andare a dormire, quando oramai faceva quasi giorno.

Si è spenta martedì in tarda serata a 82 anni al Policlinico San Marco dove si trovava da una quindicina di giorni, Elda Bellinazzi, un’istituzione per Favaro, dove aveva la pasticceria, ma anche per l’intero territorio. Impossibile non fermarsi, passando per via San Donà, a bere un caffè speciale dalla Elda, mangiare una pastina, sedersi fuori prima di andare a prendere il sole lungo il litorale.

Elda Bellinazzi il giorno dell'inaugurazione dell'ampliamento della pasticceria, nel 2020, con il presidente di Favaro, Marco Bellato e Piero Trabuio

E adesso che non c’è più, i social, lei che social non era, sono letteralmente inondati di messaggi di cordoglio al figlio, il noto pasticcere Andrea Vedova, e alla nuora, Barbara Crosera, creatrice del sito www.liberidolorema.it, anche lei parte fondamentale della pasticceria di famiglia.

Originaria di Caorle, si era sposata con Roberto e trasferita alcuni anni a Spinea, poi, nel 1982, aveva aperto la pasticceria, che per lei era una casa, come per le tantissime persone che la frequentavano. Una vita dietro il bancone, a servire i clienti, a controllare che tutto fosse fatto a regola d’arte.

Tanto da creare un locale aperto tutta la notte, nei tempi d’oro della vita notturna, assieme a un altro paio in città, la Dolciaria Mestrina e il bar di Piazza Barche.

Negli anni, il team di Elda, è diventato un pilastro della città. E adesso che non c’è più, con lei se ne è andato un pezzo di storia di Favaro.

Da un paio di anni la sua salute era un po’ precaria, ma era diventata la mascotte di Favaro. Usciva con il deambulatore, alle prime luci del giorno, andava a prendere i giornali per portarli in pasticceria e nel frattempo salutava tutti. La sua gioia più grande l’ha vissuta dopo i mesi di chiusura causa covid, quando è stato inaugurato il restyling della pasticceria, diventata una bomboniera.

«La sua vita per 40 anni è stata il negozio» racconta il figlio Andrea «Aveva una grande tempra, era una donna tutta d’un pezzo». E non sopportava la maleducazione. «Per i dj e i gestori delle discoteche era una divinità, entravano ancora a chiedere di lei per sapere come stava e se lavorava». 

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