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Processo Grenfell Tower il dibattimento slitta al 2023

Gottardi: «È dura da accettare, ma è così: resto fiducioso nella giustizia» Domenica l’incendio a New York con 19 vittime: «Ho cambiato frequenza»

Rosario Padovano
2 minuti di lettura

SAN STINO

Doccia fredda per i parenti delle vittime della Grenfell Tower di Londra. A meno che non ci sia un cambio di passo da qui ai prossimi mesi, il processo con relativo dibattimento nei confronti dei responsabili dell’incendio che nel 2017 costò la vita a 72 persone slitterà al 2023.

Tra le vittime Marco Gottardi e Gloria Trevisan, che dopo gli studi a Ca’Foscari avevano trovato rapidamente lavoro nella capitale del Regno Unito. Il ritardo della giustizia britannica aggiunge ulteriore dolore ai genitori di entrambi i ragazzi.

Oggi, in streaming, ci sarà un confronto con gli avvocati che tutelano gli interessi dei familiari delle vittime. Previsto un collegamento anche con l’Italia. Mentre da qui a febbraio è programmato un analogo confronto, sempre da remoto, con gli investigatori che seguono da vicino tutti i risvolti collegati alla strage: i ritardi nei soccorsi, l’utilizzo dei materiali scadenti, la causa stessa del rogo.

Giannino Gottardi, però, non perde la sua speranza nella giustizia. Il padre di Marco si professa, ugualmente, ottimista. «Il Covid, ma non solo, ha rallentato tutto» ha dichiarato ieri mattina il padre di Marco Gottardi «L’inchiesta pubblica ha i suoi tempi da rispettare, ma per una svolta vera e propria, cioè per il dibattimento vero e proprio, occorrerà aspettare ancora molti mesi. All’inizio ce lo aspettavamo, poi però sono subentrati imprevisti vari. Se ne riparla il prossimo anno. È dura da accettare ma è così».

Le scorse settimane Gottardi ha appoggiato la rivolta dei familiari delle vittime contro la Kingspan, azienda di rivestimenti irlandesi che aveva sponsorizzato la Mercedes nell’ultima gara della stagione di Formula Uno, ad Abu Dhabi. La famiglia di San Stino però si è mostrata contrariata, negli ultimi giorni per altro, da un’altra sponsorizzazione eccellente della Kingspan, quella a favore della nazionale irlandese di rugby; che non è una nazionale qualsiasi, perché da sempre il ruolo di questa squadra assume connotati politici. Solo nel rugby, infatti, l’Irlanda gareggia “unificata”, mandando in campo cioè giocatori della Repubblica d’Irlanda (Eire) e dell’Irlanda del Nord, che continua a rimanere nel Regno Unito.

A Gottardi infine sono venuti i brividi, domenica, quando ha ascoltato dal radiogiornale i dettagli dell’incendio in un palazzo del Bronx, a New York, dove sono morte 19 persone, di cui 9 bambini. «Quando il Gr1 ha fatto cenno a questo incendio, istintivamente ho cambiato frequenza, venendo a conoscenza dei dettagli solo in un successivo momento. È una tragedia che però non mi sorprende. Significa che non si è imparato proprio nulla negli ultimi 5 anni, dalla strage di Londra. Pare un film già visto, in cui magari emergeranno colpe di chi ha ordinato i rivestimenti. Nell’estate scorsa si era registrato il famoso incendio a Milano. Non è morto nessuno solo perché era periodo di ferie e non c’erano molte famiglie negli appartamenti». —

Rosario Padovano

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