Venezia, il ritorno dei turisti per Capodanno. Trentamila in un giorno

Comitive di turisti in piazza San Marco (foto Matteo Tagliapietra - Interpress)

Un terzo sono francesi, moltissimi hanno scelto di trascorrere gli ultimi giorni dell’anno tra passeggiate e cenoni chiusi in albergo. Venturini: «L’immagine di una città sicura»

VENEZIA. Toh, riecco il turismo. Bastava camminare a zonzo per la città negli ultimi due giorni per rendersi conto del colpo d’occhio. Trolley che tornano a solcare i masegni di Lista di Spagna e della Strada Nuova in direzione Rialto, comitive numerose con auricolari nelle orecchie per seguire passo passo le spiegazioni di zelanti guide turistiche a cui non sembra vero di tornare a parlare di fronte a gruppi di turisti. Là fuori, le cronache danno aggiornamenti costanti sull’evoluzione della pandemia e sulla crescita senza freni dei contagi (ieri oltre 120 mila in tutta Italia). Eppure, Venezia continua ad attrarre il mondo (o almeno chi può viaggiare, viste le restrizioni).

Perfino dopo l’annullamento dei fuochi d’artificio in piazza San Marco e di qualsiasi festa all’aperto per celebrare l’arrivo del 2022: troppo alto il rischio di contagi, motivo per cui il Comune ha deciso di dire stop a ogni possibile assembramento. Eppure, nella sola giornata di ieri in città si sono riversati 32.500 visitatori. Numeri in costante crescita a partire da martedì scorso.

Vie dello shopping piene di gente, lunghe code davanti alla Basilica e a Palazzo Ducale, come non si vedeva da tempo. Vero è che gran parte dei visitatori - ormai la pandemia l’ha insegnato - arriva dal Veneto o dal resto d’Italia (diecimila ieri, soprattutto da Lombardia e Lazio). Ma bastava camminare per strada per rendersi conto che tanti sono gli stranieri che hanno scelto Venezia per festeggiare la fine dell’anno.

E infatti, il 34% arriva dalla Francia, l’11% dalla Germania, il 7% dalla Spagna. «Rispetto ad altre città, qui c’è una presenza di turisti stranieri innegabile», spiega l’assessore al turismo, Simone Venturini, «è evidente che volendo guardare il bicchiere mezzo pieno Venezia negli ultimi mesi ha dato di sé l’ immagine di una città sicura nel mondo, grazie al lavoro svolto nell’ultimo anno. Prova ne è che fino a novembre si è lavorato abbastanza bene. E poi è stato fondamentale aver confermato il Carnevale».

Già, il Carnevale. Il sindaco Brugnaro, nella conferenza stampa di fine anno, ha assicurato che si farà anche se al momento non se ne conoscono le modalità: troppo alte le incertezze legate al Covid. Motivo per cui potrebbe essere riproposta una versione “digitale” come accaduto nella passata edizione. La conferma del Carnevale è stata comunque accolta con soddisfazione dalle categorie cittadine. Anche perché, come confermato nei giorni scorsi dalle associazioni, pur in questa apparente ripresa di fine anno gli alberghi della città sono per metà vuoti. 

Il tasso di occupazione della camere in questi giorni è del 50%. Più di qualche albergo ha deciso di restare chiuso: troppe le spese di personale e sanificazione a fronte di pochissimi clienti che magari potrebbero decidere di cancellare all’ultimo, sommandosi a quelle strutture ricettive che non hanno mai riaperto da inizio pandemia. «C’è da dire che per le strutture soprattutto in terraferma la crisi c’è e si fa sentire», aggiunge Venturini, «ecco perché sarebbe importante che da Roma arrivasse la proroga della cassa integrazione straordinaria. La città comunque è ancora fortemente attrattiva a livello globale, anche se il trend ad oggi scoraggia grandi spostamenti. Le presenze di questi giorni non sono comunque sufficienti per dire che la crisi è superata».

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