In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Mestre: Ex Tim in abbandono, il grande stabile in mano ai pusher

Interviene la polizia locale e scopre all’interno degli uffici vuoti da anni una situazione igienico-sanitaria molto precaria. Ecco le foto

Mitia Chiarin
1 minuto di lettura

MESTRE. La Polizia locale, nell’ambito del “Programma Oculus”, che mira a contrastare le situazioni di degrado presenti nel territorio comunale, ha effettuato venerdì una nuova azione di bonifica dello stabile “Ex sede Telecom” in via san Damiano a Mestre. Siamo nella zona di piazzale Giustiniani, vicino agli uffici del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss. 

Il grande complesso che un tempo ospitava gli uffici della Tim e centinaia di impiegati oggi è in abbandono. E i residenti nella zona avevano segnalato un sospetto via vai di persone, probabilmente tossicodipendenti, e di loro presunti fornitori.

All’interno della struttura abbandonata gli agenti hanno riscontrato una situazione igienico-sanitaria molto precaria, dovuta alla presenza di rifiuti e sporcizia varia.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) 1218 Fra 1]]

Al secondo piano dell’edificio sono state trovate numerose tracce di consumo di sostanze stupefacenti ma non sono state rilevate tracce di materiale per il confezionamento: all’ultimo piano, invece, è stato rinvenuto un giaciglio, assieme all’occorrente per trascorrere le notti.

L’operazione è stata condotta dal Nucleo Pronto Impiego della Polizia locale in collaborazione la ditta incaricata dalla società proprietaria dell'area, per effettuare la chiusura di tutti gli accessi al fine di impedire l’accesso ad estranei: le operazioni di messa in sicurezza termineranno nei prossimi giorni.

L'area, abbandonata da diversi anni, è periodicamente frequentata da persone dedite allo spaccio o che compiono reati contro il patrimonio: negli anni scorsi, proprio all'interno del complesso, era stato rinvenuto un vero e proprio deposito di oggetti provento di furti e tracce di scorticamento di cavi per l'estrazione di rame.

I commenti dei lettori