Troppe acque alte: la basilica di San Marco è circondata da sacchi

Settimana di passione: il meteo annuncia maree in salita. Il Mose salva la città dai picchi, ma non difende i monumenti

VENEZIA. Settimana di passione per l’acqua alta che continuerà anche nei prossimi giorni. Il Mose ieri sera non è stato sollevato, ma questa mattina è previsto l’innalzamento delle 78 paratoie. Domani potrebbe addirittura arrivare a un doppio sollevamento alla mattina e alla sera: oggi si deciderà il da farsi.

Ieri sera le previsioni davano alle 22 circa 100 centimetri, mentre questa mattina 110. Rispetto all’anno scorso le acque alte sono arrivate in periodo diversi. Nel 2020, per esempio, non c’erano state maree eccezionali a novembre, ma un concentrato a dicembre con il Mose sollevato dieci volte (una per più giorni), mentre quest’anno novembre ha registrato sei acque alte molto sostenute al punto da sollevare la grande opera. Dal primo giorno di sollevamento del Mose, avvenuto il 3 ottobre 2020, all’ultimo della stagione di acque alte, avvenuto l’11 febbraio 2020, l’opera si è sollevata 20 volte, mentre dall’inizio della stagione di acque alte del 2021, nove con oggi, sei a novembre e il resto a dicembre.

Il Mose sta sicuramente risolvendo il problema dell’acqua alta, ma non ancora quello della marea sotto i 110 cm che continua ad allagare Basilica e anche altre parti della città. L’opera in corso di realizzazione per costruire una cintura di barriere di cristallo che protegga la struttura dalle acque che possono arrivare da Piazza San Marco, è ferma.

Non c’è visione più triste in questi giorni di quella di passare davanti alla Basilica e vederla circondata da pile di masegni, da sacchi di materiale immobile e da grandi pozze di acqua, segno che il sale sta continuando la sua azione corrosiva davanti agli occhi di tutti. Non è la sola opera che dovrebbe rientrare in quelle di compensazione. L’altro attesissimo progetto (in realtà già presentato, ma mai partito) è quello del rialzo della Piazza fino a 110 cm, affinché tutta l’area marciana sia difesa dalle maree. A oggi la Piazza subisce circa 250 volte l'anno la marea perché, già quando raggiunge il livello di 60 cm, l'acqua comincia a invadere il nartece della Basilica e la pavimentazione davanti all’ingresso.

Anche in questo caso però tutto è fermo, con il risultato che nonostante il Mose non si può ancora dire che Venezia è davvero salva. La difesa della Piazza è tra i punti approvati ieri dalla Municipalità nell’ordine del giorno che chiede al Comune di impegnarsi a incoraggiare la ripresa dei lavori diffusi, in primis proprio quello della Piazza.

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