Verso la Bolkestein «Tutelare i piccoli»

Il Consiglio impegna il sindaco a un tavolo con la Regione Le categorie preoccupate per le ripercussioni nel settore

CHIOGGIA

L’intero consiglio comunale fa squadra per tutelare il settore balneare dalle ripercussioni della Bolkestein. Nella seduta di lunedì l’emiciclo ha votato all’unanimità un ordine del giorno per impegnare il sindaco Mauro Armelao a chiedere un tavolo di confronto con la Regione e gli operatori del settore per attenuare l’impatto dell’entrata in vigore “in anticipo” della direttiva, per tutelare nei bandi i concessionari che abbiano investito e per sollecitare il governo a modificare la legge sui canoni minimi per aiutare anche i concessionari più piccoli.


Da giorni il tema della scadenza delle concessioni balneari, anticipato dalla recente sentenza del Consiglio di Stato al 31 dicembre 2023, sta creando forti preoccupazioni tra gli operatori e animando l’agone politico. In aula lunedì sono arrivati due distinti ordini del giorno, uno della maggioranza e uno del M5S, su cui però si è deciso di far sintesi arrivando, dopo la discussione e una sospensione dei lavori, a un unico documento per dare un segnale di trasversalità e compattezza su un argomento così sentito. Il documento sintetizza le ripercussioni della sentenza su un comparto (che conta 30.000 imprese in Italia e un migliaio nel Veneto, ndr) che ha visto anticipare la prospettiva delle gare pubbliche dal primo gennaio 2034 al primo gennaio 2024.

Si ricorda anche che nel Veneto esiste un minimo di salvagente grazie alla legge 33 del 2002 che prevede nel caso di evidenze pubbliche la possibilità di allungare la durata delle concessioni a fronte di un piano di investimenti, ma che le imprese più piccole verranno più penalizzate dall’aumento della soglia minima dei canoni.

L’ordine del giorno impegna il sindaco e la giunta a attivarsi con la Regione e la Conferenza dei sindaci della costa veneta per aprire un tavolo di confronto con gli operatori per individuare un percorso condiviso a tutela del settore premiando l’esperienza e la conoscenza del territorio e scongiurando la paralisi di un settore trainante per l’economia cittadina e per sollecitare il ministero a modificare la legge 104 del 2020 in relazione all’aumento della soglia minima di canone, a seconda dell’attività svolta e degli spazi concessi.

«Siamo lieti che ci sia stata una condivisione collegiale del problema e degli impegni da assumere», commenta il presidente dei balneari dell’Ascot, Giorgio Bellemo, «interessante anche che si sia affrontato il tema dei canoni minimi. Generalmente quando si parla di “concessioni”, il pensiero va alle spiagge intese come stabilimenti balneari, ci si dimentica però di un universo imprenditoriale che caratterizza il panorama, non solo locale, fatto da piccole realtà: edicole, mini bazar, mosconi e altro che meritano più considerazione. Certo è più facile aumentare i canoni che andare a scovare chi i canoni non li versa, non fosse altro perché attività non censita… e non mi riferisco al Veneto. Bene il riferimento alla legge regionale 33, ma questa dev’essere rivista perchè non tutela a sufficienza le piccole aziende. La legge regionale vigente, e soprattutto ciò che emanerà il Governo, deve tutelare le imprese private, non intendo dire che deve tutelare la concessione, ma le opere e le strutture che su questa l’impresa ha realizzato negli anni. Alla Conferenza dei sindaci chiedo anche di tarare le future proposte su tutte le realtà della costa con la stessa attenzione». —



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