Il nuovo sistema di misurare la crisi economica? In Riviera del Brenta sono i funerali: il 30 per cento non lo paga

Le imprese funebri della zona confermano: sempre più difficoltà per saldare. In aumento i casi di persone sole di cui non si trovano i parenti

MIRA. C’è un nuovo sistema per misurare la crisi economica di una zona ben definita: guardare il mercato del caro estinto. Così, se applicato alla Riviera del Brenta, si scopre che crisi economica legata alla pandemia galoppa e crea problemi anche nel pagamento dei funerali. Si stima siano oltre 350 quelli che vengono pagati con difficoltà, parzialmente o insoluti, su un totale stimato di 1200 funerali annui nei 10 Comuni del comprensorio.

A denunciare il problema sono le imprese funebri che chiedono agli enti locali di cominciare ad accantonare somme per questa evenienza per aiutare le famiglie in difficoltà.

«La situazione negli ultimi due anni» spiega l’imprenditore funebre Paolo Lucarda «è diventata sempre più complessa. Su circa 600 funerali complessivi che faccio ogni anno, sono circa 200 quelli per i quali i ci sono difficoltà economiche nei pagamenti».

«Di questi, visto che in Riviera ne faccio circa 400, un centinaio risultano “problematici”. Un dato che è in forte aumento rispetto al periodo pre covid. Certo è importante andare incontro alle esigenze delle persone in difficoltà e come imprenditore sono il primo a chiudere un occhio se le persone non ce la fanno a pagare o pagano in ritardo o solo parzialmente».

Anche Alessandro Angelini, titolare delle imprese funebri Angelini di Cazzago, è sulla stessa linea. «Di funerali ogni anno ne faccio una settantina e purtroppo» dice Angelini «negli ultimi tempi sono capitati casi di persone che non sono riuscite a pagare. Stiamo vivendo tempi davvero difficili».

Per Loris Grigoletto titolare dell’omonima agenzia funebre che opera nell’area sud fra Camponogara, Campagna Lupia Campolongo e Fossò il problema è reale. «Ma si era cominciato a vedere con dei segnali precisi già qualche anno prima del covid».

Da Lucarda un appello. «I Comuni –dovrebbero accantonare somme anche per far fronte a questo tipo di povertà e sostenere i pagamenti dei funerali con contributi in tempi celeri».

Invece spesso gli enti locali, per trovare i parenti di persone sole e abbandonate, sono costretti a ricorrere a procedimenti burocratici complessi e che costringono il defunto a restare in obitorio senza funerale settimane o mesi.

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