Quando l’arte si fa politica Elisabetta ricicla camicie e le trasforma in quadri «Nel nome dell’ambiente»

Ex impiegata di Martellago, vice presidente del progetto “Verdi per l’Italia” realizza creazioni uniche valorizzando capi destinati alla spazzatura

LA STORIA

Per descriversi usa termini in inglese piuttosto elaborati: fashion creative artist upcycling. In italiano sta per “artista che realizza creazioni dall’uso di materiali dal riuso creativo”. Lei si chiama Elisabetta Sfarda, ha 36 anni, abita a Olmo di Martellago. Con l’arte ci sa fare, eccome. E strettamente correlato all’arte c’è il rispetto dell’ambiente, certificato anche dal suo ruolo di vice presidente nazionale del progetto non profit “Verdi per l’Italia”. Associazione veneta centrista che ha a cuore i temi dell’ambiente.


Pronta a mettersi in politica? «Non so», racconta, «ma ho sposato questa idea e vorremmo portarla in giro per la penisola, spronando gli enti alla tutela e salvaguardia dell’ambiente. Il nostro sogno è di proporre la candidatura di Padova, prima città d’Italia, come capitale verde d’Europa per l’anno 2023. Intanto ci metto del mio, ogni giorno».

Ovvero ridare vita alle camicie vecchie, colorare capi realizzati con tessuti biologici, mettere una carta seminabile nei vestiti che vende, in modo da consentire al cliente di poter far crescere delle piccole piante o dei fiori. «Mi sono diplomata in ragioneria», racconta Elisabetta. «Fino a due anni fa ero un’impiegata. Ma sapevo che non faceva per me: ho sempre amato l’arte e disegnare. Una passione ereditata dai miei genitori e da mio nonno. Così ho iniziato a frequentare dei corsi, a provare e riprovare, finché sono riuscita a esporre i miei lavori come artista emergente in giro per l’Italia e anche all’estero».

I suoi lavori hanno già riscosso successo. Si trovano camicie con i ritagli di fumetti, cravatte e maglioni colorati, e in ciascuno c’è la sua firma: un bottone con i colori dell’Italia, il numero del capo e l’anno di realizzo. Elisabetta si è inventata un lavoro: si fa arrivare a casa capi di abbigliamento, camicie, felpe, cravatte, accessori che colora a mano e mette in vendita su Internet. Ciascuno è diverso dall’altro, tutto rigorosamente biologico.

«Ho aperto il mio sito e-commerce www.sfardart.it», dice ancora, «e oltre a creare i quadri, ho iniziato a dipingere su abbigliamento come espressione nuova di creatività e arte». «È un augurio per chi indosserà le mie creazioni», prosegue Elisabetta, «ossia che tu possa seminare e raccogliere ciò che desideri. Ciascun capo è numerato: non ci sono due modelli uguali, ognuno è unico ed esclusivo».

Ora ha una sua linea, “Sfard-Art”, e vende le sue collezioni online. «Usando una vecchia camicia», spiega Elisabetta, «mi sembra di “mettere” una persona nel quadro. Qualcuno le vuole buttare, io provo a ridarle vita. Uso capi di riciclo che mi regalano: lo faccio perché credo nel rispetto dell’ambiente come necessità, ma soprattutto perché ogni camicia ha un valore affettivo e personale molto forte. In questo modo diventa un contenitore fisico che racchiude un’anima. In futuro mi piacerebbe fare altrettanto con i mobili. Mi piace pensare di diventare ambasciatrice dell’Italia nel mondo, che tiene viva e trasmette creatività». —



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