Covid, la totalità delle terapie intensive dell’Usl 3 occupata da non vaccinati

Paziente covid non vaccinato allettato a pancia in giù in terapia intensiva

Allarme per l’aumento tra i ragazzi: «Sono i più difficili da cui risalire per i contatti». Vaccini: enorme richiesta da over 40. L’Usl aumenta gli appuntamenti per la somministrazione

MESTRE.  Il virus si diffonde soprattutto tra i ragazzi nel territorio dell’Usl 3 veneziana: «Dei 170 casi che registriamo mediamente ogni giorno, una quarantina riguarda minori» ha spiegato Vittorio Selle, direttore del Sisp, questa mattina intervenuto nella consueta conferenza stampa dedicata all’andamento del contagio.

«Ci sono le scuole, i trasporti, le discoteche, le aggregazioni negli spogliatoi al termine degli allenamenti. E lo sforzo, nel tracciamento, è enorme, perché i contatti sono aumentati rispetto a pochi mesi fa. In questa attività adesso siamo costretti a coinvolgere non soltanto i medici, ma anche infermieri, amministrativi, e per ogni positivo può essere necessaria anche un’ora per risalire a tutti i contatti. Quando un ragazzo partecipa a un evento in discoteca, ad esempio, è complicatissimo» ammette Selle.

Sul fronte della profilassi, gli appuntamenti vaccinali per la somministrazione delle dosi booster sono prossimi alla saturazione. Per questo l’Usl 3 ha deciso di correre ai ripari e programma l’attivazione di ulteriori 85 mila slot entro fine febbraio per gli over 40.

«La maggior parte delle disponibilità si concentra a febbraio. All’apertura delle prenotazioni per gli ultra 40enni, abbiamo registrato un boom di richieste. Continuiamo ad attivare slot progressivamente, seguendo i sei mesi dopo la somministrazione del richiamo» spiega il direttore del dipartimento di prevenzione Luca Sbrogiò.

Sono le armi della battaglia contro il virus. Una battaglia che ora ha ripreso a inasprirsi, con l’aumento dei contagi e, di conseguenza, dei ricoveri. Per questo l’azienda sanitaria è stata costretta a riorganizzare i suoi spazi, implementando la dotazione dei posti letto di area medica dedicati alla cura dei pazienti Covid.

«A Dolo i posti letto sono tutti esauriti, per questo stiamo pensando di inserirne altri cinque nell’area di Malattie infettive. A Chioggia abbiamo attivato un’area Covid con 15 letti, di cui 8 sono già occupati. A Mestre abbiamo raddoppiato la nostra dotazione di posti, portandoli da 14 a 28, di cui 16 occupati. Al Civile abbiamo 15 ricoverati, ma possiamo aggiungere altri 5 letti» spiega Giovanni Carretta, il direttore sanitario. Nei reparti di area medica, la metà dei degenti è vaccinata.

Situazione ben diversa nei reparti di Terapia intensiva: «I sei ricoverati sono tutti No vax» sostiene il direttore generale Edgardo Contato.

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