Tra vigneti dell’Ottocento e un bosco del Medioevo si producono vini bio sposando la sostenibilità

La Tenuta Planitia a Lison di Portogruaro si estende su 190 ettari Due imprenditori hanno scongiurato che quei terreni fossero devastati 

il progetto

Vino, storia e natura si sono fusi in un progetto che, tra vigneti antichi e produzione biologica, ha fatto dello sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Una sfida imprenditoriale che, dopo cinque anni di impegno, Domenico Veronese e Lucio Tessari (nella foto a destra, con il loro staff), possono dire con soddisfazione di aver vinto. Veronese e Tessari sono i fondatori di Tenuta Planitia. Un paradiso ambientale immerso nelle campagne di Lison di Portogruaro. La tenuta deve il suo nome a un antico bosco planiziale risalente al Medioevo (l’origine è datata intorno al 1200) e oggi tutelato come sito di interesse comunitario per la salvaguardia della biodiversità. Camminandovi all’interno vi si possono incontrare caprioli, lepri, poiane o aironi cenerini.


Nel complesso la tenuta si estende su un’area di circa 190 ettari, di cui 110 destinati a vigneto. Spiccano i 18 ettari di vigneti storici, in cui si trovano viti piantate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Passate indenni a due guerre mondiali, spiccano nella maestosità dei loro tralci nodosi. «Abbiamo scelto di prenderci cura di questo luogo, di diventarne custodi rispettosi e silenziosi», spiegano Domenico Veronese e Lucio Tessari, «Quando siamo arrivati qui nel 2016, la proprietà stava per essere acquisita con l’obiettivo di diventare un vigneto intensivo monocultura. Questo avrebbe significato perdere le radici di un patrimonio viticolo storico raro e unico, con la possibilità di radere al suolo il bosco planiziale millenario, uno dei pochi di pianura rimasti in Italia, perché improduttivo. Nella nostra testa in quel momento si è messo in moto il desiderio di salvaguardare questo luogo. In breve, abbiamo affinato un piano di acquisizione e rilancio dell’azienda».

Oggi dalle uve coltivate nella Tenuta Planitia vengono prodotte tra le 40 e le 50 mila bottiglie di vino all’anno. Ogni scelta è fatta in armonia con la natura, come la certificazione biologica e la valorizzazione di varietà autoctone, consapevoli che la diversità biologica è un valore da preservare. Un impegno, quello dei fondatori della tenuta, che ha attirato l’attenzione di Confagricoltura. «Tenuta Planitia», commenta Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia, «ha coniugato la tutela della biodiversità, conservando vitigni antichi e ospitando un antico bosco planiziale, con moderne tecniche di irrigazione in grado di ottimizzare il bilancio idrico».

I vini prodotti nell’azienda sono commercializzati con l’etichetta Villa Bogdano 1880 in omaggio al palazzo in stile veneziano sede degli uffici. Il prossimo passo dei due titolari di Tenuta Planitia sarà l’inaugurazione della sala restaurata del wine shop. Lo spazio, situato al piano terra di una dimora cinquecentesca, è caratterizzato, oltre che da travi a vista e un prezioso pavimento veneziano, dalla presenza di una riproduzione di un’antica mappa di Iseppo Cuman che nel 1676 confermava già la presenza della tenuta e degli stessi edifici. Alle pareti le riproduzioni del bosco e delle specie protette che lo abitano. —



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