Pesca ferma per il Mose Oggi la manifestazione per chiedere più tutele

Proiettati messaggi di protesta sul tabellone nella sala aste Mazzaro: «Il comparto paga ritardi e inadempienze altrui»

CHIOGGIA

Il mercato ittico di Chioggia ha deciso di dare un segnale forte in relazione al problema legato alle paratoie del Mose che, una volta alzate, impediscono ai pescatori di uscire in mare o addirittura di rientrare in porto. Oggi alle 15, in sala aste del mercato ittico all’ingrosso, verrà acceso il maxi ledwall, un tabellone luminoso sul quale, alla presenza del sindaco Mauro Armelao, passeranno messaggi inequivocabili di protesta e a sostegno dei pescatori per salvare l’attività ittica dalle problematiche sollevate dal Mose. Problematiche che già erano state oggetto di un incontro in sala del consiglio comunale tra i pescatori e l’amministrazione comunale. Sulle questioni, il Pd di Chioggia ha consegnato un dossier nelle mani dell’onorevole Nicola Pellicani, da portare alla visione del ministro di competenza.


«Con l’avvento della stagione fredda e l’arrivo dell’acqua alta», afferma Emanuele Mazzaro, direttore del mercato ittico per conto di SST, «il sollevamento delle barriere del Mose è diventata una pratica costante che, se da una parte garantisce maggiore tranquillità ai centri storici, dall’altra sta creando non pochi grattacapi ai pescatori e a tutta la filiera ittica, moltiplicando le problematiche legate soprattutto alla sicurezza e alla navigazione, in particolare a Chioggia dove le cosiddette conche di navigazione risultano essere ancora incompiute. Il mondo della politica e delle istituzioni si sta muovendo per cercare di risolvere in tempi brevi almeno la questione dei ristori, visto il numero drasticamente ridotto delle giornate di pesca».

I pescatori durante l’incontro in municipio hanno trovato la solidarietà del sindaco, nelle cui mani è riposta proprio la delega alla pesca. Armelao porterà le istanze dei pescatori il 24 novembre prossimo nella sua prima missione romana. È un altro tassello che va ad aggiungere alle discussioni che animeranno gli Stati Generali della Pesca del prossimo 13 dicembre.

«Il primo porto peschereccio italiano», aggiunge Mazzaro, «in questo modo non riesce più a lavorare. Si è creata una pericolosa paralisi della pesca, settore rappresentativo e trainante dell’economia chioggiotta. Non è giusto che siano loro a dover pagare ritardi ed inadempienze altrui e, soprattutto, che ci siano tanti padri di famiglia, che fanno già un lavoro durissimo, costretti a rischiare la vita in mare anche con condizioni avverse, senza la possibilità di far ritorno in porto». Il caldo inverno della pesca è già cominciato e culminerà con i lavori degli Stati Generali della Pesca che dovranno dare risposte concrete ai pescatori chioggiotti. —

DANIELE ZENNARO

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