Il Veneto orientale scommette sulla tavola «Riconoscimento per i nostri prodotti tipici»

Denominazioni comunali per il bisàt del Livenza, il linguàl di Pramaggiore, il moscardino di Caorle e la renga di Concordia: via alla campagna  

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Il Veneto Orientale scommette sulle Denominazioni comunali (De. Co.) per salvaguardare le produzioni tipiche. Prodotti di nicchia, giacimenti di sapori e cultura locale come il bisàt (l’anguilla) del Livenza o il Linguàl di Pramaggiore (cotechino impreziosito con la lingua salmistrata del maiale). Ma anche il moscardino di Caorle e la Renga (l’aringa) di Concordia, solo per citarne alcuni. Se n’era parlato un paio di anni fa, ma la pandemia ha congelato tutto. Adesso le Pro Loco riunite nell’Unpli, in collaborazione con le confraternite locali, rilanciano l’idea.


A Torre di Mosto, in occasione della serata finale della rassegna “Livenza, fiume di sapori” dedicata all’anguilla, si è svolta una tavola rotonda per presentare ai sindaci le opportunità offerte dalle De. Co, nate da un’intuizione del compianto gastronomo Luigi Veronelli. «È la nuova frontiera sulla quale possono operare i sindaci per salvaguardare l’identità di un territorio, legato a una produzione specifica», ha spiegato Gianluigi Cavaliere, consigliere di Unpli Veneto, «a oggi le De. Co. sono state adottate da oltre 600 Comuni italiani per tutelare la produzione tipica del mondo agricolo, ma anche i piatti della tradizione locale e alcuni prodotti artigianali di eccellenza».

Le De. Co. non vanno confuse con le denominazioni ufficiali quali Doc o Igp. «Ma pur non essendo un marchio», ha precisato Cavaliere, «rappresentano un importante riconoscimento concesso dall’amministrazione comunale a un prodotto collegato al territorio e alla sua comunità, senza alcuna sovrapposizione con le denominazioni vigenti».

Secondo il presidente di Unpli Venezia, Fabrizio Tonon, per la riuscita del progetto non basterà coinvolgere le varie Pro Loco, «ma sono fondamentali le amministrazioni comunali perché ci sono delle procedure da seguire».

«Da adesso fino a febbraio, quando celebreremo la Renga, vedremo di favorire l’avvio di un percorso con i soggetti interessati», ha aggiunto Tonon. Tra chi ha sostenuto il lancio dell’iniziativa De. Co. c’è Luca Ortoncelli, l’ideatore di “Livenza, fiume di sapori”, l’ormai decennale rassegna gastronomica nata per promuovere l’anguilla liventina. L’edizione 2021, la seconda in pandemia, si è conclusa con numeri lusinghieri. Oltre 550 presenze complessive negli otto appuntamenti culinari col bisàt organizzati in quest’edizione, che ha visto la sinergia con la prima serie di eventi promossi dal progetto GiraLivenza.

Oltre la metà delle serate sono andate sold-out, compresa la cena di galà conclusiva a villa O’Hara, con gli 80 posti disponibili (numeri ridotti per il distanziamento) subito esauriti. «Questa rassegna è la festa della comunità del bisàt e di tutti i prodotti tipici del Livenza», ha detto Ortoncelli, «un percorso iniziato più di dieci anni fa, con cui stiamo cercando di salvare il salvabile. Pensiamo all’anguilla o al Linguàl, ma stiamo sviluppando anche una rosa di altri prodotti tipici che stanno scomparendo». —

GIOVANNI MONFORTE

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