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Grandi nomi e classici Su il sipario del Goldoni con lo sguardo aperto sul mondo

Giuseppe Barbanti
2 minuti di lettura



Dopo il successo del debutto della nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto, la “Turandot” di Carlo Gozzi, nella rilettura di Pier Luigi Pizzi, si apre al Goldoni una stagione fortemente segnata dalla presenza nel cartellone di una serie di allestimenti prodotti all’estero che approdano sul palcoscenico veneziano. A cominciare da “I was sitting on my patio”, uno spettacolo ideato 43 anni fa da Robert Wilson, il pluripremiato regista e drammaturgo statunitense che ne fu pure interprete nella prima edizione. Ora in una produzione del Théâtre de la Ville di Parigi, cui è associato anche lo Stabile del Veneto, Wilson propone una nuova versione dello spettacolo con protagonisti Christopher Nell, uno degli attori più conosciuti del Berliner Ensemble, e Julie Shanahan, interprete straordinaria del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch. Lo spettacolo sarà dall’11 al 14 novembre.

presenze internazionali

Sempre a novembre, il 26 e 27, in esclusiva per il Triveneto, Monica Bellucci, diretta dal regista e autore Tom Volf, porterà in scena in “Maria Callas. Lettere e memorie” i due volti della più grande voce del XX secolo: la donna, vulnerabile, divisa tra palcoscenico e vita privata, e l’artista, ambiziosa, in continua competizione con se stessa e con la propria voce. La serie delle presenze internazionali prosegue dal 10 al 13 febbraio con “Tempest Project”, un progetto nato dalle ricerche condotte al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi dal 96 enne regista Peter Brook, affiancato da Marie-Hélène Estienne su La tempesta di William Shakespeare. L’obiettivo dell’allestimento è cercare di afferrare gli aspetti gli aspetti legati al mondo della magia presenti nel testo. La serie degli allestimenti stranieri può, poi, vantare la presenza veramente eccezionale per l’Italia in una stagione di prosa del teatro di figura: dal 23 al 27 febbraio sono infatti in cartellone “Ramona” la storia tragica di due treni innamorati e “Violetta e Alfredo” ispirato al romanzo di Alexandre Dumas “La Dame aux camélias” e all’opera di Giuseppe Verdi “La Traviata”. Entrambi gli spettacoli furono ideati e firmati dal marionettista georgiano Rezo Gabriadze, maestro di poesia e humour, che ha ambientato la storia d’amore tra Violetta e Alfredo nella Tblisi degli anni Novanta.

lingua originale

Tutti questi spettacoli, ad eccezione di quello sulla Callas, sono recitati in lingua originale con sovratitoli. In cartellone ovviamente non mancano produzioni dello Stabile, come l’interessante edizione di “I due gemelli veneziani” firmata da Valter Malosti, che dopo la versione on line vista nello scorso inverno sulla piattaforma Backstage, arriva in teatro dal 9 al 12 dicembre: fra le nuove produzioni ricordiamo “Spettri di Ibsen” (3-6 febbraio) nell’adattamento di Fausto Paravidino per la regia del lituano Rimas Tuminas che dirigerà la grande Adriana Asti, e “La peste di Camus. Il tentativo di essere uomini” in cartellone dal 10 al 13 marzo per la regia di Serena Sinigaglia che vuol far emergere la sorprendente umanità dello scrittore francese. Le rimanenti proposte fanno propendere per una stagione originale e nel segno della mutidisciplinarietà con la presenza della danza – una sola coreografia, per ora – destinata ad essere ampliata nei prossimi mesi: il 16 e 17 dicembre Emma Dante, una delle poche registe italiane che lavorano anche all’estero, porterà al Goldoni “Pupo di zucchero” liberamente ispirato a “Lo cunto de li cunti” di Gianbattista Basile, che narra la storia della sorprendente cena di un vecchio, rimasto solo, rallegrato però nella notte fra l’1 e il 2 novembre, dai defunti di famiglia invitati a fargli compagnia nella loro antica dimora. Un immaginario dialogo tra Hannah Arendt e Adolf Eichmann è, invece, al centro di “Eichman. Dove inizia la notte”, in cartellone dal 17 al 20 marzo, protagonisti Ottavia Piccolo e Paolo Pietrobon. Con “L’Heure Exquise, basato su “Oh les beaux jours”, uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebrerà l’11 e 12 maggio 40 anni di carriera interpretando il ruolo di Winnie, la ballerina âgée immaginata da Béjart per Carla Fracci che, nella propria malinconica solitudine, vive nei gioiosi ricordi dei propri giorni felici. Completano il cartellone Andrée Ruth Shammah che cura la regia e l’adattamento da “Labiche” de “Il delitto di via dell’Orsina” (12-14 aprile) spettacolo leggero e profondo con due interpreti molto amati quali Massimo Dapporto e Antonello Fassari, e “L’attesa” di Remo Binosi(5-8 maggio). Si tratta di un testo che, pur ambientato nel ’700, affronta temi universali come il rapporto serva– padrona, la seduzione, la maternità, il male e la morte, protagoniste Anna Foglietta e Paola Minaccioni guidate dalla trevigiana Michela Cescon, alla sua seconda regia. —

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