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Più di 40 mila lavoratori veneziani senza Green pass.

La metà dei positivi è vaccinata, ma dei 21 ricoverati in ospedale solo quattro hanno avuto il vaccino. Nelle terapie intensive, invece, tutti i casi gravissimi sono no vax

MESTRE. Più di 40 mila lavoratori veneziani sfuggono al Green pass. Non vaccinati né "tamponati", continuano a essere ammessi al lavoro anche se sprovvisti del certificato, obbligatorio dal 15 ottobre. Questo, mentre i contagi hanno ripreso a correre nella nostra provincia, con un’impennata del 41% nelle ultime 24 ore.

Del totale dei nuovi positivi, quasi tutti asintomatici, il 46% risulta vaccinato. «Bisogna correre con le terze dosi» dice il direttore generale dell’Usl 3 Edgardo Contato, appellandosi agli ultra 60enni, che invece latitano. «Li inviteremo con le lettere, dedicheremo delle giornate alle somministrazioni booster, raggiungeremo le isole con il vaporetto. Faremo di tutto, perché vogliamo chiudere al più presto questa partita».

Ciò che accade poco più a est - in Friuli-Venezia Giulia, terra dei No green pass -, dove i contagi galoppano e i positivi hanno ripreso ad affollare i reparti ospedalieri, inizia a fare paura.

Lo scenario veneziano è molto diverso, anche se gli afflussi record del fine settimana in centro storico impongono di alzare la soglia di attenzione.

«Con 90 mila presenze al giorno, indossare la mascherina anche all’aperto dovrebbe essere imposto quantomeno dal buonsenso» sottolinea Contato.

Anche perché il virus trova terreno fertile nell’elevato numero di non vaccinati. Una cifra che si è consolidata, negando all’introduzione del Green pass obbligatorio lo sperato ruolo di motore per percorrere il famoso “ultimo miglio” della profilassi.

Sono appena un migliaio i lavoratori che si sono convinti a vaccinarsi dal 15 ottobre. Ne restano altri 63 mila, di cui appena 20 mila si sottopongono al tampone ogni 48 ore.

I rimanenti? Evidentemente continuano a essere ammessi al lavoro, pur sprovvisti del certificato, sfuggendo ai controlli.

«È una situazione strana. Esistono delle sanzioni, dovrebbero essere applicate» sostiene Contato.

Intanto il virus circola sempre più velocemente, anche tra i vaccinati. Eppure la profilassi continua a essere un’ottima barriera contro le forme più gravi dell’infezione.

Dei 21 ricoverati nei reparti non intensivi degli ospedali dell’Usl 3, soltanto quattro erano stati vaccinati. Mentre i 5 posti letto Covid di Terapia intensiva sono tutti occupati da No vax.

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