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«Revoca della licenza e arresto per chi spara troppo vicino alle case»

Zanoni e Zottis (Pd) dopo la grande paura di un padre col figlio in braccio Presentata denuncia per lesioni personali e spari vicino ad abitazione

Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura

la polemica

Una denuncia per lesioni personali e spari vicino ad abitazione è stata presentata dall’avvocato Alberto Teso su incarico del padre che, domenica pomeriggio, mentre era in giardino con il figlio in braccio, ha detto di essere stato sfiorato dai pallini sparati da due cacciatori. Uno sarebbe un habitué della campagna fossaltina, secondo i residenti. L’uomo li ha denunciati non solo per aver superato i confini e distanze, ma anche perché i pallini da caccia avrebbero colpito di striscio lui e il piccolo. «Ci siamo rivolti a un legale», spiega, «anche se miracolosamente siamo stati colpiti da pallini che avevano perso potenza. Io avevo un segno al naso e mio figlio un rossore sul petto. Lo choc è stato tanto e abbiamo chiesto un consulto dallo psicologo perché temiamo per le conseguenze. Resta il fatto che quando abbiamo chiamato i carabinieri, i due cacciatori sono rimasti con fare provocatorio, hanno negato persino di aver sparato nella nostra direzione». Uno è stato sanzionato dalla Polizia provinciale per aver superato i limiti previsti.

Dal consiglio regionale, Andrea Zanoni e Francesca Zottis (Pd) sono intervenuti duramente: «Hanno rischiato di essere ammazzati da un colpo di fucile, mentre si trovavano nel giardino. E chi ha sparato, anziché allertare i soccorsi, ha cercato di scappare. È un comportamento delinquenziale. Ringraziamo carabinieri e forestale, i due cacciatori sono stati bloccati, l’augurio è che paghino duramente. Ma non possiamo continuare con questo bollettino di guerra ogni fine settimana. In troppi se ne fregano, a partire dalle distanze minime. Servono sanzioni più severe, anche l’arresto. Hanno fatto bene ad avviare un’azione legale. Va prevista la revoca della licenza a vita. Tra le misure, raddoppiare le distanze di sicurezza dove vige il divieto di caccia da case e strade, l’obbligo di una pettorina con un numero alfanumerico per individuare i cacciatori, l’espulsione dall’Ambito di caccia e abolizione della norma sul nomadismo venatorio voluta dall’allora consigliere Berlato che consente alle doppiette di spostarsi in tutto il Veneto. «Siamo già a 6 feriti dall’inizio della stagione. Fortunatamente non ci sono stati morti, ma basta far finta di niente».

Il presidente provinciale di Federcaccia, Costante Borin, invita a non accusare tutto il mondo della caccia. Ermanno Onor, storica guardia volontaria, ricorda il limite dei 100 metri con spalle all'abitazione, 150 davanti, una volta e mezzo la gittata del fucile. «Le guardie volontarie devono essere potenziate per far fronte ai controlli necessari e i corsi per i cacciatori sono essenziali per garantire la preparazione e sicurezza». Intanto, il sindaco Manrico Finotto ha chiamato a raccolta le associazioni venatorie per una maggiore sensibilizzazione dei cacciatori. —



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