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Mestre, avvocato e notaio indagati per circonvenzione di incapace

Il caso è quello di una 91enne con grave deficit cognitivo e affidata a una tutrice (anche lei indagata) che aveva lasciato tutto al legale. I professionisti respingono ogni accusa.

MESTRE. Una signora ultranovantenne mestrina lascia in eredità un immobile ad un avvocato incontrato in una sola occasione per caso, conoscente della sua amministratrice di sostegno. E un notaio bellunese certifica il tutto, con l’aiuto della sua segretaria.

Circonvenzione di incapace accusa la pubblico ministero Laura Cameli. Il caso è arrivato, ieri, davanti al giudice per le udienze preliminari Gilberto Stigliano Messuti, che ha subito fatto uscire di scena l’impiegata del notaio (la 27enne Nadia Lentini, accusata di aver dichiarato di essere presente come teste, mentre in realtà si sarebbe trovata a Belluno): per lei il giudice ha confermato la pena patteggiata tra accusa e difesa, a 1 anni e 4 mesi di reclusione, pena sospesa.

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