Tentata estorsione a Buriollo banda Maritan a processo

Silvano e Luciano, con altri cinque, il 21 gennaio dovranno rispondere di minacce e intimidazioni per cercare di recuperare circa 50 mila euro prestati in passato

san donà

Avrà inizio il 21 gennaio il processo a Luciano Maritan e ad altri sei imputati: il sandonatese Riccardo Bortoletto; il catanese residente a Concordia Sagittaria, Francesco Roberto Filippini; Robertino Gaetani di San Stino di Livenza; Pier Luigi Guerrato di San Donà; Michele Poniciappi di San Donà. E Silvano Maritan - attualmente detenuto per l’omicidio del compagno della sua ex - dal quale tutto, secondo l’accusa, sarebbe partito.


La vicenda contestata dalla Procura gira attorno a due tentativi di estorsione, con corollario di spaccio. L’episodio più grave - secondo la ricostruzione dell’accusa- è quello che vede Luciano Maritan accusato di essere la mente e il braccio delle minacce rivolte a Matteo Buriollo: «massacrarlo di botte» e «recarsi dalla madre per sfasciargli la casa», riportavano le intercettazioni agli atti.

Obiettivo: recuperare 40 mila euro, più 13 mila di interessi (o un secondo prestito, secondo le diverse versioni) che sarebbero stati prestati nel passato al padre di Buriollo da Renzo Caldo, suocero di Luciano. L’idea di batter cassa sarebbe stata dello zio di Luciano, Silvano Maritan (lungo curriculum penale nel mondo della Mala del Brenta e del Veneto Orientale).

Nel tentativo di “recupero crediti”, Luciano Maritan si sarebbe così fatto aiutare dal padre Lino (recentemente scomparso), da Riccardo Bortoletto, Robertino Gaetani, Pier Luigi Guerrato, che avrebbero messo in atto minacce, fino all’incendio dei furgoni della ditta MV Assemblaggi srl del cognato del Buriollo, per costringerlo a pagare.

C’è poi un secondo episodio di estorsione - ai danni di un tossicodipendente - che vede indagati anche Michele Poniciappi e Francesco Roberto Filippini.

A gennaio erano tutti finiti in carcere su richiesta del pm dell’antimafia Giovanni Zorzi e su disposizione del giudice per le indagini preliminari Luca Marini, ma dopo qualche settimana erano stati scarcerati dal Tribunale del Riesame che aveva accolto il ricorso presentato dagli avvocati difensori Brollo, Galletti, Lazzarin, Marin, Cancellier, Menon, ritenendo «gravemente carente» la motivazione dell’ordinanza che aveva fatto finire in cella gli indagati.

Ieri, l’udienza preliminare: il gup Stigliano Messuti ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Zorzi per tutti gli imputati. Secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, Maritan è accusato di essersi fatto consegnare da Buriollo, minacciandolo in più occasioni, 10 mila euro in varie rate da 200-400 euro settimanali, non riuscendo ad ottenere di più, per le difficoltà economiche della vittima, che per qualche tempo si era resa irreperibile. Cercarono Buriollo - secondo l’accusa - Bortoletto, Gaetani e Guerrato. E quest’ultimo, su ordine di Luciano Maritan, avrebbe dato fuoco a un furgone della ditta del cognato. Era stato proprio l’incendio a spaventare la vittima fino a convincerlo a denunciare tutto ai carabinieri. —



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