Una grande festa per Ugualeland, Forte Marghera è la capitale del gioco inclusivo

C’erano gli animatori, i bambini hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo, prendere parte a un workshop di tatuaggi, hanno assistito allo stunt-show acrobatico di Mattia Cattapan in sella alla sua motocarrozzina, e poi all’esibizione delle bambine di Lab Vce e dell’Asd scuola pattinaggio di Marcon  

VENEZIA. I ragazzi di Uguale appaiono come degli alieni, in un mondo (soprattutto quello di questi giorni) che sembra saper pensare soltanto a se stesso.

Sabato sera hanno organizzato una bellissima giornata per la loro città. A Forte Marghera, hanno aperto ufficialmente Ugualeland, il primo parco giochi del comune di Venezia per bambini di tutte le abilità, accessibile a chiunque. Sono stati necessari più di 60 mila euro, 50 mila raccolti in tre anni di eventi, concerti e spettacoli: indimenticabili gli "Uguale Days" al parco Catene di Marghera. Altri 13 mila euro sono arrivati dal fondo di solidarietà del sindaco.

Il resto è stato donato da alcune realtà della zona. Ne parlavano da anni: «Questo è il nostro sogno, vogliamo farcela» ripetevano tutti, con orgoglio e sicurezza. Nemmeno la pandemia è riuscita a fermarli.

Nonostante il lockdown, nonostante le zone rosse, nonostante un mondo (quello live) paralizzato per mesi, non si sono persi d'animo e ce l'hanno fatta. Nel periodo più impensabile, ancora una volta hanno ribaltato ogni pronostico, vincendo la scommessa. Raccogliendo quelle decine di migliaia di euro e realizzando il loro sogno: «Un parco dove potrete far giocare i vostri figli, e poi i vostri nipoti, e tutti i loro amici. Questo è per voi» dice Thomas Pettenò, tra le anime dell'associazione, rivolgendosi ai ragazzi in festa. Sabato pomeriggio, con non poca commozione, è stato inaugurato il parco.

C’erano gli animatori, i bambini hanno potuto partecipare a un laboratorio creativo, prendere parte a un workshop di tatuaggi, hanno assistito allo stunt-show acrobatico di Mattia Cattapan in sella alla sua motocarrozzina, e poi all’esibizione delle bambine di Lab Vce e dell’Asd scuola pattinaggio di Marcon.

La sera i ragazzi dell'associazione si sono goduti il meritato successo, festeggiando a modo loro. Pensando, ancora una volta, agli altri.

È uno degli altri piccoli miracoli riusciti a questi giovani. Quando loro chiamano, la città risponde. Perché i volontari di Uguale hanno avuto l'idea giusta: non limitarsi a fare del volontariato meritevolissimo, però impermeabile. Ma rendere partecipe la città, intrecciando il suo tessuto (soprattutto quello fatto da studenti, ragazzi, trentenni) alla fitta rete di aiuto agli altri, costruita in anni di lavoro. Per questo tutti gli eventi organizzati da Uguale si trasformano sempre in una festa per tutta la città, in cui incontrare degli amici, bere una birra e divertirsi. È così con gli Uguale Days di Catene ed è stato così anche sabato sera. Sempre al Forte Marghera: tra dj set iniziali, musica dal vivo e, a concludere, un altro dj set, che ha fatto ballare fino a tarda sera.

Chitarra acustica e voce, si è esibito anche Giorgio Gozzo, il bassista dei Rumatera, amico di vecchia data dei volontari dell'associazione. È stata una bellissima festa. «Noi siamo Uguale, un’associazione di volontariato» Thomas Pettenò lo urla dal palco, intorno all’1.30, al termine della festa, per ricordare alle centinaia di ragazzi lì davanti il motivo di tutto quello che stava accadendo. Poco prima, attraverso le casse, si erano succeduti alcuni decenni di musica: dalla colonna sonora di “Grease” e dei “Blues Brothers”, ai Black Eyed Peas e Avicii, fino ad arrivare ai più recenti successi di Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti (“Mille”) e Sangiovanni (Malibu). Fabio Caramel, il presidente di Uguale, dice di avere realizzato un sogno. Il suo sogno per tutta la città di Venezia.

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