San Donà, muore 5 giorni dopo le dimissioni dall’ospedale: indagati due medici

Mario Valerio (ex dipendente del Comune di Noventa di Piave) è spirato tra le braccia della moglie: la Procura ha disposto l’autopsia per chiarire se vi siano o meno responsabilità di due medici dell’Usl 4 di San Donà

SAN DONÀ. Quando ha sentito quei fortissimi dolori al petto, è andato subito al pronto soccorso dell’ospedale di San Donà. I medici lo hanno tranquillizzato, dicendogli che si trattava di dolori “epigastrici”. Cinque giorni dopo, Mario Valerio - ex dipendente comunale del Comune di Noventa di Piave, dove risiedeva con la sua famiglia - è morto
tra le braccia della moglie Tiziana.
E ora la pubblico ministero Paola Tonini ha aperto una inchiesta per chiarire le cause del decesso ed individuare eventuali responsabilità, indagando per omicidio colposo per colpa medica i due dottori che hanno trattato il paziente (atto dovuto per permettere loro di nominare propri consulenti) e disponendo l’autopsia. Si tratta del medico del Pronto Soccorso di San Donà di Piave che lo aveva seguito e del suo medico di base.

Ad eseguire l’autopsia sarà il medico legale Guido Viel, al quale - oltre alle cause della morte - la pm ha chiesto di chiarire se vi siano stati errori diagnostici, omissioni nelle analisi strumentali e ritardi nell’espletamento delle visite mediche e, in caso affermativo, se vi sia stato nesso di causa con il decesso.
A far partire le indagini è stato l’esposto presentato dai familiari, attraverso lo Studio 3A, che ha nominato come propri consulenti il medico legale El Mazloum Rafi e l’avvocato Andrea Piccoli.

Valerio era in pensione da tre anni, molto conosciuto per essere stato per decenni uno dei volti del Municipio, ma anche per la sua grande passione per i funghi: era stato presidente del Gruppo Micologico Sandonatese e, da ultimo, Coordinatore dei Gruppi micologici della regione Veneto.

“Il 7 ottobre, alle 9.30”, prosegue il racconto dello Studio 3A, retto da Riccardo Vizzi, “era rincasato dalla consueta passeggiata con il cane, quando alla moglie confida di aver sentito “ho sentito una specie di esplosione” al petto. La signora ha raccontato che gli mancava il respiro e, oltre al petto, gli facevano male anche la schiena, il collo, le mascelle e il volto. Immediata la corsa al Pronto Soccorso di San Donà dove il paziente è giunto in accettazione alle 13.24, con codice arancione, ed è stato sottoposto ad alcuni accertamenti - secondo quanto riportato nell’ esposto - tra cui l’elettrocardiogramma e il controllo della saturazione”. “Ma - spiega ancora l’esposto - “il medico che l’ha visitato ha escluso si trattasse di scompensi al cuore, valutando a norma i parametri relativi all’attività cardiaca, e alle 14.57 l’ha dimesso con la diagnosi di “epigastralgie”, prescrivendogli una terapia con un farmaco gastroprotettore e rinviandolo al medico curante per un esame per la ricerca di batteri Helicobacter pylori”.

“Porti pazienza, tra qualche giorno i dolori passeranno” l’hanno rassicurato i sanitari - sempre secondo il racconto della moglie ai suoi legali- ma non è stato così. Al telefono, il suo medico di famiglia gli ha raccomandato di continuare la terapia indicata dal Pronto Soccorso, fissandogli un appuntamento per venerdì 15 ottobre e invitandolo eventualmente a richiamarlo nel caso in cui i dolori persistessero. Prendendo i farmaci, il bruciore allo stomaco si era attenuato, nonostante i persistenti dolori generali, tanto da far fatica anche a parlare. Finché, alle 10 di sera di martedì 12 ottobre, la moglie, rientrando a casa dopo aver portato fuori il cane, ha sentito il marito che rantolava in salotto: era incosciente e non respirava. Inutili i tentativi di rianimarlo della donna, che pure, avendo prestato a lungo servizio in farmacia, sapeva bene le manovre da attuare in tali circostanze, così come quelli dei sanitari del Suem, subito allertati.

La moglie vuole una risposta al dubbio inquietante che si manifesta in questi casi: il marito si poteva salvare?
Per chiarire quando successo e indicare o escludere responsabilità mediche, la Procura ha anche disposto il sequestro delle cartelle cliniche dell’uomo presso l’ospedale del l’Asl 4 “Veneto Orientale”.

La famiglia tiene anche a ringraziare tutti per i tanti messaggi di cordoglio e gli attestati di solidarietà ricevuti, non ultimo dal sindaco di Noventa di Piave Claudio Marian.

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