Addio al campo nomadi di Mestre ma restano quattro famiglie da spostare

Sopralluogo della Lega in via Vallenari con il vicesindaco Andrea Tomaello e l’assessore alla Sicurezza Silvana Tosi. “Questo luogo è sempre stato un ghetto, ora lo stiamo smantellando”

MESTRE. Roulotte abbandonate, lamiere e rifiuti in mezzo all’erba alta. Dieci anni dopo la sua inaugurazione è quel che resta del Villaggio Sinti di via Vallenari, a Mestre. Ci sono ancora sette casette – sette moduli abitativi, di quelle prefabbricati – nelle quali abitano quattro famiglie. “Ma la situazione è difficile, nella mia casetta piove dentro, il gas non c’è e la serpentina dell’elettricità che serve per scaldare l’acqua non funziona”, racconta Virginia, poco più di sessant’anni, che abita in una delle casette assieme al marito e al figlio, mentre nel modulo vicino abita la figlia con la sua famiglia.

Sopralluogo al campo nomadi di via Vallenari a Mestre, parla l'assessore Tosi

“Speriamo di essere trasferiti presto in un appartamento”, dice Virginia, che ne sta parlando con gli assistenti sociali. “Spero che per il prossimo anno sia tutto concluso, lo spostamento delle famiglie e anche l’abbattimento delle casette”, dice l’assessore alla Sicurezza, Silvana Tosi (Lega) che stamattina è stata in sopralluogo in via Vallenari insieme al vicesindaco, Andrea Toamaello e ad altri esponenti del carroccio, il deputato Alex Bazzaro e il consigliere comunale Riccardo Brunello. L’assessore Tosi dieci anni fa, prima di approdare alla Lega, era alla guida del comitato contro la realizzazione del campo Sinti, il cui progetto risale agli anni della giunta di Massimo Cacciari.

“Questo campo nomadi è sempre stato un ghetto”, dice l’assessore Tosi, “anche le famiglie che ancora ci abitano se ne vogliono andare, un intervento da 4 milioni di euro per un progetto che, come recitano le delibere di allora, doveva essere provvisorio, e poi come accade sempre in Italia i progetti provvisori diventano definitivi. Ora mi auguro che, nell’arco di pochi mesi, si possa chiudere anche questa fase, aiutando le famiglie a integrarsi, e lavorando per evitare l’abbandono scolastico dei ragazzi”. Dopo gli ultimi trasferimenti bisognerà decidere che cosa fare dell’area quando sarà concluso l’abbattimento delle ultime sette casette. “Villette, un supermercato, qualcosa per il quartiere”, aggiunge Tosi, “questo lo decideremo quando tutto sarà finito”.

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