Riviera sempre meno rossa, resiste Dolo

Centrodestra confermato a Fiesso e Campolongo, conquista anche Fossò. E Fratelli d’Italia ha ora il suo primo sindaco 

FOSSò

La Riviera del Brenta, un tempo storico serbatoio dei voti del Pci, poi progressisti e del centrosinistra, si scopre dominata da amministrazioni di centrodestra con la presenza a Vigonovo, caso unico in tutto il veneziano, di una lista di ex M5S ora diventati lista civica. E l’ultima conferma di una tendenza in atto da anni è arrivata con la tornata elettorale dello scorso 3– 4 ottobre.


Fossò, governato per due mandati consecutivi da una giunta di centrosinistra, ha visto l’ex comandante dei vigili urbani di Dolo Alberto Baratto nominato sindaco. A Vigonovo il centrosinistra è arrivato ultimo nella competizionecon circa l’11 % dei voti. A Fiesso D’Artico, storico Comune “rosso”, il centrosinistra per la terza volta consecutiva ha perso le elezioni contro il centrodestra, anche se in maniera meno pesante rispetto alla tornata elettorale precedente. Campolongo, un comune storicamente orientato a sinistra, ha visto addirittura l’elezione di un sindaco di area di Fratelli d’Italia. Si salva Dolo con il “fenomeno Naletto” che pare però, almeno nelle dimensioni della vittoria plebiscitaria, più che un successo ascrivibile tutto al centrosinistra, un conferma personale del candidato. Il segretario del Pd di zona Stefano Molena al prossimo congresso provinciale e di zona si presenterà come dimissionario.

Dimissioni che Molena aveva già dato tempo fa ma che, visto il risultato emerso dalle urne, conferma in pieno. Lo stesso Molena non è stato nemmeno eletto come consigliere a Campolongo Maggiore. «I risultati delle elezioni in Riviera» spiega Molena «non sono stati certo soddisfacenti. C’è da capire cosa non ha funzionato. Se a Dolo le cose sono andate bene, nel resto dei centri in cui si è andati al voto non è così. Al congresso del Pd che si farà entro l’anno mi presento come segretario di zona dimissionario. Serve rinnovamento».

Analizza la sconfitta anche Antonio Trolese, segretatrio comunale del Pd a Vigonovo. In tanti accusano il Pd di questo paese di essere andato incontro a una sconfitta certa per non aver trovato un accordo con gli eredi locali del Movimento 5 Stelle che si sono trasformati in civica con l’appoggio di realtà ambientaliste. «A Vigonovo» dice Trolese «abbiamo voluto iniziare un percorsi di rinnovamento con la candidatura di Donatella Di Giovanni. Certo il risultato non è brillante, questa comunque è una base di partenza».

Fa una riflessione sul risultato elettorale del centrosinistra anche la sindaca di Stra Caterina Cacciavillani a capo di una coalizione di centrosinistra. «Il tessuto sociale della Riviera è cambiato rispetti a quello di qualche anno fa» spiega «A Fossò effettivamente la delusione nel centrosinistra è palpabile. In lista erano state messe persone molto conosciute, che provenivano anche dall’amministrazione uscente della sindaca Boscaro. A Vigonovo la candidatura di bandiera del centrosinistra alla prova delle urne non ha retto. Anche a Campolongo il centrosinistra con l’ex farmacista del paese si aspettava un risultato migliore. Va detto comunque che le tradizionali distinzioni nelle coalizioni sono meno marcate di un tempo. Certe promesse mirabolanti fatte da alcuni candidati del centrodestra divenuti sindaci, dovranno essere mantenute». —



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