«Musile, la politica del fango non paga»

La sindaca Susanna confermata chiude al dialogo con gli avversari “interni”. «Ricomposizione? Assolutamente no»

MUSILE

«La politica del fango non funziona mai». Non c’è solo un aspetto politico nel voto che, con il 51,29% dei consensi, ha riconfermato Silvia Susanna alla guida di Musile. C’è anche un risvolto umano, dopo una delle campagne elettorali più aggressive mai viste in riva al Piave.


Nelle prime parole da sindaca rieletta, Susanna non lo nasconde. Lunedì sera ha festeggiato con i sostenitori in alcuni locali del paese. «Continueremo i festeggiamenti ancora un po’. Voglio godermi questo risultato, insieme alla mia squadra, fino in fondo», commenta Susanna, «è vero che il sentore era positivo. Ma, fino a quando non si contano i voti, non si può averne la certezza. Poi, con la presenza di una terza lista, non si sapeva che risultato avrebbero prodotto le urne».

Il dibattito tra i tre candidati sindaci, anche nei confronti diretti, si è sempre mantenuto sui binari della dialettica politica. Ma la campagna elettorale è stata contraddistinta anche da lettere anonime e minacce, su cui indagano i carabinieri. E da un tam tam di messaggi “poco british” sulle chat di WhatsApp.

«Fino all’ultimo è stato scritto di tutto e di più, ma la politica del fango non funziona mai», aggiunge Susanna, «dal punto di vista umano devo dire che questa campagna elettorale mi ha lasciato tanta tristezza. Ci sono degli argomenti che non dovrebbero mai entrare nel dibattito elettorale. Mi riferisco agli argomenti personali e alle critiche alla persona. Sul piano politico gli elettori hanno valutato il lavoro che ho fatto e il responso delle urne è stato positivo e premiante».

Ieri mattina c’è stata la proclamazione. Ma qual è stato il primo atto da sindaca rieletta? «Ringraziare tutti quanti», spiega Susanna, «sia quelli che hanno corso con me sia la lista di Fabio Mariuzzo (il centrosinistra di “Insieme per Musile”, ndr), con cui ci conosciamo da un po’ e, pur nella diversità di idee, si sono sempre comportati correttamente».

In Consiglio in minoranza siederanno pure Ildebrando Lava e l’ex assessore, poi dimissionaria, Francesca Simiele. «Non so che tipo di opposizione abbiano intenzione di fare», dice Susanna, «confido, nella diversità delle idee, nella correttezza, nel rispetto dei ruoli e della lealtà reciproca». Possibilità di ricucire lo strappo consumatosi prima delle elezioni, però, non se ne intravedono. «Margini di ricomposizione? Assolutamente no», taglia corto la sindaca. Che ora si metterà al lavoro per comporre la nuova giunta e indire il primo Consiglio. Per l'insediamento si sta pensando a una sede alternativa all’aula consiliare che, per questioni di capienza legate al Covid, imporrebbe la seduta a porte chiuse. L’idea in fase di studio è di usare la palestra della scuola Toti, così da aprire al pubblico sempre nel rispetto del distanziamento. —

GIOVANNI MONFORTE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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